SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “I vari proprietari dell’area Brancadoro? Sono avvantaggiati dal bando”. A rivelarlo a denti stretti è stata Luigina Zazio nel corso della prima Commissione Urbanistica tenutasi in Municipio nel tardo pomeriggio di mercoledì.

L’architetto consulente del Comune per l’urbanistica ha risposto così alle perplessità espresse a più riprese dal consigliere del Pdl Luca Vignoli, che dopo aver promosso l’idea di aprire ad una collaborazione tra pubblico e privati (“penso che in futuro le amministrazioni dovranno agire in tal modo”) ha sottolineato quelli che a suo avviso sono i punti poco chiari del progetto della Mega Variante: “La delibera del 23 dicembre 2009 ha sconfessato il piano iniziale promesso dall’attuale maggioranza. L’impatto urbanistico sarebbe enorme”. In merito alla questione Brancadoro invece, il consigliere comunale rispolvera un concetto già espresso altre volte: “La zona appartiene a vari privati. Un imprenditore esterno sarebbe quindi costretto a comperarla prima di girarla al Comune. Un elemento che non concede a tutti uguali condizioni di partenza”.

Di qui, come detto, la replica della Zazio che ha successivamente precisato come in realtà tutti i lotti liberi ed interessati dal bando (quelli compresi nel ‘rettangolo’ Fosso Acqua Chiara-Fosso Collettore-Lungomare-Autostrada) siano tutti di proprietà privata.

“Penso che il manifesto serva per ora ad avviare un dialogo competitivo”, ha poi spiegato Lina Lazzari, rivolgendosi allo stesso Vignoli. “Semmai bisognerebbe cominciare a domandarsi a quanti abitanti vogliamo arrivi San Benedetto. Le scelte che si faranno saranno irreversibili. Quale qualità turistica e di vita vogliamo offrire a questa città?”.

In apertura di dibattito, il sindaco Giovanni Gaspari aveva promosso l’operato dell’amministrazione: “E’ solo una prima fase per sondare il terreno. Il nostro territorio può sostenere un volume massimo di 300 mila metri cubi, destinati a servizi direzionali, ricettivi, residenziali e commerciali”. Sul Ballarin: “Attualmente non ci sono progetti sul piatto. Ci stiamo perlopiù preoccupando della messa in sicurezza dell’impianto e dello spostamento dello stabilimento dei carri di carnevale e della Croce Verde”.

Infine, ecco posti dei precisi paletti: “Le opere dovranno essere realizzate entro un tempo certo dall’avvio dei lavori di circa tre anni e tutti gli interventi dovranno tener conto dell’autosufficienza energetica”.

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