SAN BENEDETTO DEL TRONTO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono andato a ripetizioni di urbanistica”, ironizza, ricordando alcune frecciate (spesso reciproche) scambiate con il sindaco Giovanni Gaspari negli ultimi mesi. Bruno Gabrielli, consigliere comunale del Pdl oltre che assessore provinciale al Turismo mostra le determine dirigenziali dell’Ufficio Urbanistica della Provincia di Ascoli, fresche fresche (sembra che ancora non siano arrivate nei cassetti del dirigente del Comune di San Benedetto, Germano Polidori), che bocciano i due “assi nella manica” della politica urbanistica della Giunta Gaspari (mega variante a parte).
Si tratta del “Piano di recupero di iniziativa privata per progetto di cambio destinazione d’uso da edificio residenziale a edificio turistico“, meglio conosciuto come Variante articolo 29, e “Piano particolareggiato di iniziativa pubblica delle strutture ricettive alberghiere“.
Per quanto riguarda la Variante articolo 29, il dirigente del settore, Domenico Vagnoni, scrive al Comune di San Benedetto, in merito ad una pratica edilizia avviata in via Zandonai, che “il piano di recupero adottato dal Comune non risulta conforme al vigente Piano Regolatore in quanto il Comune non ha provveduto, nei termini, all’approvazione della variante all’articolo 29 delle note tecniche di attuazione del Prg secondo quanto disposto dall’articolo 26, comma 8 della L.r. 34/92 che testualmente recita: “entro il termine di novanta giorni dalla trasmissione del parere definitivo espresso dalla giunta provinciale ai sensi del comma 7, il Consiglio comunale provvede all’approvazione del Prg conformemente al suddetto parere. Decorso detto termine il Comune è tenuto a provvedere alla rielaborazione del Piano“.
Per questo Gabrielli fa notare che “la questione non è politica ma tecnica, e occorreva riportare in Consiglio comunale entro 90 giorni la variante a partire dal parere definitivo della giunta provinciale, cosa che non è accaduta anche se Gaspari, pieno di sé, aveva detto che invece non serviva. Ora, fuori tempo massimo, torna indietro e venerdì prossimo discuteremo, in Consiglio comunale, questo tema”.
Cosa accadrà, ora, per coloro che hanno avviato l’iter per la trasformazione dell’edificio da residenziale a turistico sulla base di questa norma, però contestata dalla Provincia? Gabrielli spiega che l’Ufficio Urbanistica ha inviato un “parere” per quel che riguarda via Zandonai, ma che questo parere “pesa come una spada di Damocle su questa vicenda ma anche sulle future richieste inoltrate sempre nello specifico percorso della variante all’articolo 29. In particolare, la Provincia potrebbe ricorrere al Tar e soprattutto un qualsiasi privato che si vedesse colpito nei propri interessi da chi usufruisse di questa norma potrebbe ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale, risultando vincente a causa dell’errore commesso”.
Ma anche per il Piano Particolareggiato degli Hotel (Pph) emergerebbero dei “dolori”. Gabrielli cita dalla determina dirigenziale (vale la pena di essere analitici e copiare per intero il passaggio discriminante): “Con riferimento alle disposizioni in materia di Vas (Valutazione Ambientale Strategica) … il Comune dichiara la non applicabilità delle stesse in forza di quanto previsto dall’articolo 1.3. comma 8, lettera n, delle Linee Guida Regionali … (Piani attuativi che non comportano varianti ai relativi Prg non sottoposti a Vas); lo scrivente Servizio è dell’avviso che il riferimento comunale all’articolo 1.3 delle Linee Guida non possa trovare applicazione nel caso di specie, in quanto trattasi di piani particolareggiati “in deroga” alle previsioni del vigente Prg e che solo come procedura seguono l’iter di cui all’articolo 30 della Legge Regionale 34/92 in luogo dell’articolo 26 della stessa; la circostanza poi che il Comune abbia inteso applicare l’articolo 19 al fine di aumentare il numero degli utenti determina un sensibile incremento del carico urbanistico con conseguente modifica dei dati quantitativi del Prg e pertanto il Piano in argomento non può, nella sostanza, essere considerato conforme“. Gabrielli afferma che il carico volumetrico massimo stimato dal Pph è di 80 mila metri cubi.
“La Vas avrebbe richiesto almeno un altro anno di lavoro, ecco perché l’hanno abbandonata – sostiene Gabrielli, che poi non si esenta di una critica politica: “Gaspari, su questi temi, l’ha buttata in cagnara con l’ex dirigente Pignoloni, e ci ha tacciato di essere delle cassandre, quando invece, se avesse ascoltato i nostri suggerimenti, non sarebbe arrivato a questo clamoroso buco nell’acqua. Adesso l’è tutto da rifare”, chiosa, come un tempo Ginettaccio Bartali. Gaspari farà il Coppi?

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