(“Sarà caffè“, è un modo di dire sambenedettese che rende bene l’idea)

lo comprednoGabriele Franceschini, ex assessore ai sociali  del Comune di San Benedetto del Tronto, ci ha inviato alcuni giorni una dura lettera aperta che abbiamo pubblicato su Riviera Oggi, il nostro settimanale in edicola.

Ho letto attentamente il crudo messaggio. Scrive tante cose giuste e interessanti ma lo fa, secondo me, con lo stesso piglio con cui quindici anni fa chiedeva voti per quello stesso modo di fare politica che ora ha capito essere sbagliato. Insomma il piglio è lo stesso ma le parole no. In particolare due sono i passaggi che mi piacciono e interessano di più. Passaggi che sono complementari perché dicono in pratica la stessa cosa, cioè: il modo vecchio di ottenere voti si basa sul “far credere che hanno già molti consensi” e che ne servono alcuni in più per battere l’avversario. Quell’avversario, cioè, che usa lo stesso metro di propaganda. Affermazioni che avallano per il fatto di avere dietro un partito nel quale una certa organizzazione ha già indirizzato molti iscritti verso la loro persona. Insomma il voto a loro non verrebbe sprecato, al limite servirebbe per fare opposizione, con la quale… qualche poltroncina e qualche soldo si trova sempre. Franceschini definisce tale atteggiamento un inganno e, denunciandolo,  vuole evitare al povero elettore di cadere nel “tranello”.

Nella parte finale però ricade anche lui nel vecchio trucco definendo la politica con parole propagandistiche ma vuote  (vedi “ragionevolezza, moderazione, intuizione e partecipazione”). Questo modo di esprimersi è ora obsoleto, la gente  (pena l’assenteismo) vuole promesse certificate e soprattutto persone capaci, serie e oneste che facciano programmi realizzabili.

Le persone normali non ne possono più (sempre pena l’astensionismo che, non per niente, è in costante aumento) delle parole e sono stanche di promesse non mantenute senza che, chi le ha fatte, ne paghi le conseguenze.

Roba da mestieranti della politica che riescono nel loro intento perché manca chi dà adeguata visibilità (loro se ne guardano bene dal farlo) a quanto promesso e non realizzato. Servirebbe un bell’assessorato alla trasparenza con il compito di comunicare ai cittadini anche … le virgolechiedere le dimissioni a chi ha venduto solo fumo.

Ecco la lettera di Franceschini:

E ora basta!

Crediamo sia giunto davvero il tempo di dire basta! Basta a questi momenti di forzose drammatizzazioni, di accuse reciproche, di inadempienze, di velati e nudi insulti, di una parte verso l’altra e dell’altra verso l’una, di pasdaran dalla continua intemperanza. Basta a questa politica e basta a questo modo di amministrare la nostra città, basta con gli adulti che giocano  “a pallette” come i bambini!

Siamo convinti che la maggioranza della popolazione sambenedettese abbia la nausea di tutto ciò e sia certamente stanca di assistere a queste recite  quotidiane. A proposito delle quali magari preferirebbe quelle “invisibili” di Piergiorgio Cinì, bella persona e serio professionista. In presenza di una situazione complessiva e generale molto ma molto delicata, di una Italia disorientata, così come la nostra città, alcuni (e soprattutto quelli che dovrebbero essere dotati o forniti di tanta capacità e di tanta responsabilità, con il loro fare ed il loro dire), attivano trucchetti che consistono nel far credere che godono di importanti consensi. E che, per tanto, sono legittimati ad un forte esecutivo e ad una grande opposizione.

Noi pensiamo che i partiti oggi siano strutturalmente e, in grande parte, culturalmente minoritari, a livello nazionale e locale, perché tendono solo al potere, al condizionamento e al ricatto. Non allo sviluppo, non alla crescita di una comunità. Certo che non ci sono angeli e demoni solamente. Sicuramente c’è, però, il bisogno non di principi che si autoassegnano ruoli e funzioni, che amministrano la cosa pubblica (persone, risorse e finanze) come una loro propria personale eredità. Ma di una politica che sia ragionevolezza, moderazione, intuizione e partecipazione. Per concretizzare e realizzare sicurezza, serenità, sviluppo e crescita.

Gabriele Franceschini

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