GROTTAMMARE – Arriva dopo il quarto incontro di “Periferie al Centro”, tenutosi giovedì scorso alla bocciofila, il commento di Grottammare futura, che si esprime sull’accordo di programma con la Fondazione Carisap e sulla trasformazione della area agricola ex Ruffini in area commerciale, artigianale e ricettiva.

«Gli stessi esponenti dei partiti – scrivono – che allora furono strenui difensori della scelta della destinazione agricola per quella area, oggi sono i proponenti e sostenitori del cambiamento. Logico che possa esserci un ravvedimento su certe scelte, ma che ciò debba avvenire su spinta della azione privata, questo mostra i limiti dell’attuale amministrazione.  Se ne poteva parlare tredici anni fa di una destinazione diversa, ma ora che il danno è stato fatto, le conseguenze sono quelle di aver riempito la città di volumetrie, senza supportare la viabilità, passando a variare aree verdi in contropartita per la “grande opera”».

Il grande cambiamento per la zona grottammarese ha visto la partecipazione dei cittadini, con il percorso partecipativo  “Periferie al Centro”, inaugurato a fine maggio dall’amministrazione comunale con l’intento di condividere con i cittadini gli sviluppi futuri della zona Valtesino, in abbinamento alla proposta della Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli Piceno di realizzare un’opera di interesse pubblico sul territorio comunale.

«Secondo la scheda del Progetto Norma numero 16, del Prg attuale – continuano i consiglieri di Grottammare futura – è permesso solo un “intervento che ha come obiettivo la realizzazione di un polo di servizi tecnici per il florovivaismo, comprendenti un centro di attività didattiche, sperimentazione, ricerca del prodotto con attività commerciali complementari all’attività florovivaistiche” mentre nell’accordo si richiede: la realizzazione di volumetrie con le seguenti destinazioni: commerciale-direzionale, artigianale, turistico-ricettive, commerciale, terziario e interesse generale, lontano dall’obiettivo del polo florovivaistico previsto nelle attuali norme del Prg del comune di Grottammare».

Grottammare futura pone anche l’accento sulle altre modifiche urbane che verranno attuate in zona, come l’area ex-Arena, il progetto di centro commerciale, e l’Itac «che si dovrà necessariamente riconvertire. Nella area antistante la chiesa Madonna della Speranza verranno realizzati cento appartamenti, su lottizzazione già approvata e relativa piazza, richiesta a grande voce dagli abitanti. Sempre con un aumento del carico della movimentazione urbana».

«È il caso di alzare gli occhi e l’attenzione, verificare l’area nel suo insieme, tralasciando di analizzare un francobollo per volta. Cambiare la destinazione di quella area, significa cancellare definitivamente l’obiettivo di qualificare l’attività florovivaistica del nostro comune».

Grottammare futura pone in essere anche una eventuale idea di grande opera grottammarese, collegata all’attuale Prg «Utilizzando le disponibilità economiche della Fondazione e indicando come opera di interesse pubblico, un’opera con caratteristiche che possano valorizzare la produzione locale, il clima e microclima che contribuiscono alla stessa produzione. Un’ opera che esalti il tema del verde e delle piante, struttura leggera e trasparente in cui possano espletarsi le esigenze della storia e dell’attività vivaistica. In questo modo, si potrebbe definire la vocazione vivaistica dell’area, anche a livello nazionale, attuando la volontà pianificatoria del Prg».

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