MARTINSICURO – Avrà pure sollevato un polverone a livello nazionale per la natura del provvedimento adottato, avrà anche portato Martinsicuro alla ribalta mediatica per un aspetto di certo non invidiabile, ma di certo il sindaco Di Salvatore non potrà essere accusato di essere stato originale nell’ordinanza che vieta il sesso rumoroso negli appartamenti. Perché il provvedimento è stato copiato da Brescia, dove è in vigore dal maggio 2009.

«Me lo ha portato una turista di Brescia questa estate – ha affermato il primo cittadino – che è venuta da me a lamentarsi poiché non riusciva a riposare tanto era il baccano che si faceva nel suo condominio». Porte che sbattono e campanelli che suonano a qualsiasi ora del giorno e della notte, persone che salgono e scendono rumorosamente le scale, e quelle fastidiose voci che si sentono in continuazione nell’appartamento vicino dove si consumano prestazioni sessuali. Tanto che la donna esasperata per quella vacanza che rischiava di essere rovinata, si è recata in Comune a proporre di adottare lo stesso provvedimento in vigore nella sua città.

Ma Brescia non è la sola città che ha emesso l’ordinanza contro i rumori negli appartamenti del sesso. Anche a Verona il sindaco Tosi l’ha adottata per colpire la prostituzione al chiuso.

«La mia lotta per combattere il fenomeno proseguirà nonostante le critiche – ha aggiunto Di Salvatore  – perché ritengo inammissibile che Martinsicuro venga apostrofata come la città del sesso a pagamento. Quello che più mi dispiace sono le polemiche delle opposizioni. Personaggi politici che hanno amministrato e convissuto per anni con il problema ma che hanno fatto poco o niente per combatterlo».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 239 volte, 1 oggi)