ASCOLI PICENO – Continua la bufera per la Sanità ascolana. L’addio del direttore Rinaldi, che, nominato appena tre mesi fa alla guida dell’Asur 13, lascerà le Marche per dirigere la nascente azienda ospedaliera Sant’Anna di Ferrara, è ormai certo dopo che la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha diramato ufficialmente la nomina. Per l’ospedale di Ascoli quindi ennesimo cambio di guida con  sei direttori in pochi anni e comissariamenti vari. Ma questa volta, l’addio di Rinaldi, mandato ad Ascoli con l’obiettivo di ripetere la fortunata esperienza avuta in precedenza con  l’Ospedale San Salvatore di Pesaro, ha colto di sorpresa ( e non senza malumori) anche i vertici della Regione, a giudicare dalle reazioni avute dall’assessore alla Sanità Mezzolani.  Come riportato da un sito ascolano Mezzolani, durante la seduta di consiglio regionale di martedì, avrebbe dichiarato di aver sentito Rinaldi la sera prima  e che questi avrebbe sostenuto di non aver ricevuto alcuna nomina. Oggi invece l’ufficialità della notizia. Mezzolani  avrebbe poi aggiunto che ci sono persone che dicono bugie.

Pronta, a Rivieraoggi.it, la replica di Rinaldi, apparso fortemente sorpreso: «Spero che non sia vero che Mezzolani si sia espresso in questo modo, anche perché io non l’ho sentito. Ieri non mi ha telefonato, l’ultima volta che abbiamo avuto contatti  è stato venerdì nel corso di una riunione in cui abbiamo discusso del servizio del Cup. Nell’occasione, ovviamente, abbiamo parlato anche della possibile mia nuova nomina in Emilia Romagna, ma io dissi che ancora non c’era nulla di ufficiale.  Del resto, in questi casi, quando  manca l’ufficialità è come se non ci fosse niente».

«Spero che certe dichiarazioni siano state travisate – aggiunge –  perché conosco l’assessore Mezzolani ormai da anni, abbiamo avuto sempre buoni rapporti di lavoro».

Sul nuovo incarico,  Rinaldi ammette: «fino a ieri, ripeto, mancava l’ufficialità, che è arrivata intorno alle 18.30 con un documento della iunta Regionale dell’Emilia Romagna, e non posso non accettare perché si tratta di un incarico in una grande Regione e in azienda ospedaliera importante che sta nascendo, e   con la possibilità di avere un ruolo stimolante come quello del Direttore Generale, cha ha più ampi margini di azione rispetto ad un Direttore di Zona». «Tengo però a ribadire – conclude – che qui ad Ascoli, seppur per poco tempo, sono stato benissimo, ho avuto buoni rapporti con tutti e spero di aver lasciato un buon ricordo nelle persone con cui ho avuto a che fare».

La situazione sanitaria del Piceno riesce a mettere contro perfino esponenti dello stesso partito, pur se di ambiti diversi. In una nota,  il consigliere provinciale del PD Lucio D’Angelo interviene per contestare la Regione sulla gestione della Sanità Picena. «Parafrasando Bersani mi sento di dire che la pazienza è finita».  «E’ vergognoso – aggiunge l’ex sindaco di Offida – che la Regione Marche non riesca a garantire un minimo di continuità nella direzione della nostra zona; non è solo un problema di singoli direttori che emigrano in altri lidi per maggiori gratificazioni, è un problema complessivo di un governo regionale che sulla sanità picena ha fallito».

D’Angelo chiede a Mezzolani risposte su Area vasta, azienda unica e sulla possibilità di una unica struttura ospedaliera.

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