SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Condannato a 3 anni e 60 mila euro di risarcimento circa, spese processuali incluse, per aver percosso e molestato i suoi familiari. Si chiude il primo capitolo processuale a carico di A.T., quarantenne marinaio sambenedettese che dal 2006 ad oggi ha collezionato decine di denunce querele, tutte facente parti di un disegno criminoso nato da una spartizione ereditaria mai accettata.

Tutto ebbe inizio nel 2006. Da uno stralcio di dichiarazioni della madre ricordiamo: «Voleva trasferirsi da me con tutta la famiglia e io sarei diventata la sua serva se avessi accettato. Io non volevo, era troppo cattivo». Poi le violenze fisiche e verbali per finire con il danneggiare beni altrui. Prima a lei, poi alla sorella e in fine a suo zio.

Questo il caso esaminato dalla corte e concluso il 21 settembre 2010 con una condanna piena a 3 anni e 60 mila euro di risarcimento danni.

Una storia difficile da superare per le vittime che forse, dopo tre anni di attesa hanno visto restituirsi solo in parte la giustizia che solo un anno fa, reclamava nelle aule del tribunale di San Benedetto.

Oggi rimane solo una domanda che attende risposte: le vittime di questa vicenda si sentiranno risollevate dal verdetto?
Sentirsi dire: «Ti lascerò in pace solo quando sarai morta» sicuramente non lascia a nessuno completamente risollevato.

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