MARTINSICURO – «Ottima idea quella di far risaltare Martinsicuro come il lupanare del nuovo millennio. Altro che Piano Marketing tursitico…»: esordisce con ironia il Partito Democratico sull’ordinanza che vieta gli schiamazzi nei condomini e le prestazioni sessuali troppo rumorose negli appartamenti a luci rosse della città.

Un provvedimento che oltre ad essere stato ripreso e discusso a livello nazionale ha scatenato le ire dei gruppi di opposizione, che non hanno mancato di far sentire la propria voce.

«In tre anni di amministrazione – affermano – si è riusciti solo a fare passi indietro; abbiamo prostitute che adescano clienti anche sul lungomare o addirittura lungo la statale 16. Per carità, la colpa non è di questa Giunta, ma sicuramente niente di concreto è stato fatto per arginare questa situazione in costante crescita. Quest’ordinanza poi rasenta il ridicolo: non abbiamo nemmeno il personale dei Vigili Urbani in servizio dopo le 20, come faremo a far rispettare tale norma?»

Per il gruppo di opposizione la strada per arginare il fenomeno della prostituzione non passa solo attraverso ordinanze o divieti, ma nell’attuazione di politiche di sviluppo urbano che garantiscano un miglioramento generale della qualità della vita. E il primo passo sarebbe quello di razionalizzare il processo di urbanizzazione della città. Criticano infatti l’approvazione degli Accordi di Programma, che l’amministrazione ha voluto estendere a tutto il territorio comunale e nel quale è prevista anche la possibilità di realizzare mini-appartamenti: «Cosa porteranno questi Accordi – si chiede il Pd – se non altre centinaia di “loculi”, vista l’esigua metratura con cui potranno essere realizzati, e che quindi potranno accogliere solo single o prostitute? Si definiscono contrari alla presenza di lucciole sul territorio – aggiungono – ma non fanno altro che creare l’habitat adatto a far prosperare situazioni al limite della legalità».

Sostengono inoltre la necessità di disporre del nuovo Piano Regolatore, e di cominciare  a fare controlli mirati nelle zone della città dove maggiorente ci sono appartamenti a luci rosse: «Non occorre per questo l’Fbi – ironizzano – ma basterebbe solo far sfogliare alle forze dell’ordine quei giornalini dell’amore tanto pubblicizzati nelle edicole. Bisognerebbe poi anche punire chi affitta casa alle prostitute». I Democratici insomma, affermano la necessità del «pugno duro verso chi compie un danno di immagine al nostro Comune».

Propongono anche soluzioni adottate da altre municipalità colpite dallo stesso problema, come ad esempio Silvi Marina, dove è stata emessa un’ordinanza in cui esercitare la prostituzione in casa è diventato illecito (per il mutamento di destinazione d’uso dell’abitazione, che da residenziale diventa commerciale), oppure a Mestre, dove il Comune ha creato lo “zoning”, ossia aree apposite lontane dalle abitazioni entro le quali esercitare la prostituzione.

E si chiede poi se la mancanza di interventi risolutivi nella lotta al problema da parte dell’amministrazione comunale non sia dovuta a strategie politiche: «E’ chiaro che queste scelte arrecherebbero un danno elettorale, visti i forti interessi economici di chi affitta gli appartamenti  (privati o titolari di agenzie spregiudicati) a prezzi esorbitanti e a povere donne sfruttate. Ma i locatori votano, le prostitute no, e il mandato elettorale è in scadenza».

Sull’argomento è intervenuto anche il gruppo di Città Attiva: «ancora una volta il nostro primo cittadino, in mancanza di fatti concreti prodotti dalla sua maggioranza per il bene del territorio, continua a voler gettare fumo negli occhi attraverso l’adozione di misure davvero singolari».

Carenza di organico della Polizia Locale per far rispettare l’ordinanza e assenza di criteri oggettivi per l’applicazione, rendono inoltre alquanto discutibile il provvedimento, che i consiglieri definiscono «l’ennesimo palliativo che nulla aggiunge alla lotta contro le attività criminali».

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