SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì 20 settembre, tutto era pronto al cimitero di San Benedetto per dare gli ultimi saluti al “caro estinto”: la bara, i fiori e i famigliari in doloroso e religioso raccoglimento. La tumulazione sarebbe avvenuto sotto terra e non in un loculo, come è oramai d’uso comune.

La piccola ruspa aveva scavato la fossa necessaria ed il becchino di turno si apprestava a iniziare le operazioni di discesa della bara. Ma ecco l’imprevisto: lo stesso operaio della ditta che ha in appalto le operazioni di sepoltura del cimitero, forse per il terreno scivoloso, forse per una manovra maldestra, scivola dal bordo finendo nella fossa e riportando una lussazione della spalla.

Risultato: operazione di sepoltura sospesa per oltre un’ora per consentire allo sfortunato operatore cimiteriale di recarsi al Pronto Soccorso per i medicamenti del caso. Sul posto anche i tecnici dell’Asur per verificare se l’operaio stava lavorando in misura di sicurezza appropriata.

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