CUPRA MARITTIMA – Iniziano sotto il segno del successo gli appuntamenti di “Conoscerci per Incontrarci”, la rassegna di eventi organizzata dall’assessore alle Politiche Sociali Anna Maria Cerolini, in collaborazione con la Consulta Giovanile di Cupra e l’Associazione Gotarà Onlus per il Fondo Tonino Mignini.

Ospite di sabato 18 settembre presso la sala Consiliare è stato l’Onorevole Jean Léonard Touadi, che ha tenuto una vera e propria lezione di tolleranza e civiltà. Il tema dell’incontro, “Importanza della partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale e reali possibilità di attuazione”, è stato oggetto di un’ampia discussione. Presenti all’incontro appunto Anna Maria Cerolini, Luca Vagnoni consigliere Delegato alle politiche giovanili ed il sindaco Domenico D’Annibali.

Touadi ha inziato il dibattito facendo notare che «per quanto riguarda il tema dell’immigrazione l’Italia è fuori dalla legalità internazionale: basta guardare cosa è successo a Mazara del Vallo, quando il 13 settembre la motovedetta libica, donata dall’Italia alla Libia con il compito di vegliare contro gli sbarchi clandestini – fatto abominevole di per sé – ha scaricato per errore colpi di mitragliatrice su un moto peschereccio italiano. Oppure basta sapere che in Italia in diritto di asilo è sospeso, o ancora che i bambini nati in Italia non hanno la cittadinanza italiana. Tutto ciò toglie al paese la dignità nazionale».

Poi Touadi spiega: «L’Italia si trova di fronte a due strade: o considerare la presenza degli immigrati una semplice copresenza spazio-temporale, oppure lavorare perchè questa copresenza diventi una relazione dinamica. Non esiste una terza scelta. Io credo che l’opzione più idonea sia la seconda, anche se sarà difficile perchè da decenni qualcuno sta lavorando sull’imprenditoria “della paura”, diffondendo false credenze sugli immigrati, facendo diventare diffidenti anche le persone più democratiche. Ciò accade soprattutto nei periodi di crisi, quando si ha bisogno di trovare un caprio espiatorio. Occorre quindi fare un lavoro complesso che non deve scoraggiarci».

«Un ruolo molto importante – spiega ancora l’Onorevole – è giocato dalla centralità della persona, il diritto alla vita. I difensori della vita sono tanti, sono pronti a difendere l’embrione o il malato terminale, ma spesso non sono pronti a difendere l’immigrato. La vita invece va difesa tutta. L’intercultura non è facile da realizzare, ma un ruolo decisivo lo giocano gli amministratori, sta a loro ad esempio fare del tutto per evitare la formazione dei ghetti e allo stesso tempo evitare di abbandonare gli “italiani” per seguire solo gli stranieri: nessuno deve restare solo».

Un argomento delicato, sviscerato in tutti i suoi aspetti da Toaudi, è stato inoltre quello del diritto di voto: «Per l’immigrato poter votare nel paese in cui è arrivato è importante, poiché è un momento di inclusione e responsabilità. Dal canto suo l’immigrato deve però accettare la laicità dello Stato, la pari dignità tra uomo e donna, il rispetto della dignità fisica della persona, il rispetto dell’autodeterminazione affettiva dell’adolescente. Rispettando questi principi l’integrazione sarà resa più facile. La cittadinanza deve essere quindi un punto di arrivo per l’immigrato, una scelta da non negare, poiché in Italia l’immigrazione non è un fenomeno passeggero, ma gli stranieri stanno diventando una fetta sempre più ampia di popolazione». Al discorso di Touadi sono seguite le domande del pubblico, interessato e coinvolto dall’argomento.

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