dal settimanale Riviera Oggi numero 838
GROTTAMMARE – L’estate è giunta al termine. Le temperature, ormai settembrine, lo confermano. Come ogni anno, ormai da tempo in questo periodo, si tirano le somme sull’attacco del temibile coleottero, il punteruolo rosso, che proprio nei periodi caldi si diffonde maggiormente facendo una strage delle palme e che rischia così di cambiare il volto di Grottammare.
Di sovente si vedono gli splendidi esemplari che decorano il lungomare, intaccati e sottoposti a delle cure che li priva di tutte le foglie. L’Assam (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche) da noi interpellata spiega che la particolare potatura sferica, attualmente, è l’unica difesa disponibile per cercare di salvare una pianta infettata.
Togliendo il fogliame, si mettono a nudo le gallerie interne alla pianta scavate dal punteruolo e si possono così asportare meccanicamente le larve. Una volta praticato il taglio, si posizionano sempre sulla corolla della pianta dei fitofarmaci. Inoltre a Grottammare, durante l’estate, per la prevenzione, sono state posizionate delle trappole, contenenti feromoni, permettendo la cattura massale del coleottero durante lo spostamento tra una palma e l’altra e per studiarne il tragitto.
L’Assam diffonderà dati certi sull’estate 2010 non prima di novembre, quando dopo il periodo delle piogge si potrà definire con maggiore sicurezza il numero di palme infettate, grazie al visibile afflosciamento delle foglie, sintomo della presenza delle larve.
Per ora pare che il vorace coleottero abbia colpito di meno e le piante malate siano poche rispetto all’anno scorso. La lotta al punteruolo rosso di Grottammare non si riduce solo al lungomare, ma anche a zone interne. La Perla dell’Adriatico infatti, oltre ad essere una meta turistica, è anche il più importante polo vivaistico del centro Italia. Per impedire ulteriori contagi, le palme destinate alla vendita sono state messe in una sorta di quarantena e sono state sospese tutte le autorizzazioni al passaporto che accompagna di regola la cessione degli arbusti.
I commercianti della zona hanno dovuto eseguire diversi trattamenti nei vivai, monitorare continuamente le condizioni delle palme e per avere di nuovo l’autorizzazione alla vendita, si deve dimostrare l’assenza totale di larve nella piantagione per due anni consecutivi. Ovviamente gli studi per la cura e la prevenzione continuano nelle università e nei centri di ricerca di tutta Italia ed Europa, anche se purtroppo i nuovi sistemi devono ancora essere verificati. L’Assam ritiene sia stata fondamentale e lo sarà sempre di più in futuro la collaborazione del Comune di Grottammare che grazie alle mille segnalazioni permette un efficace e immediato monitoraggio.

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