SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un anno fa, di questi tempi, subentrava al suo amico Pasqualino Minuti e, dopo un periodo di assestamento, conduceva la Samb ad una cavalcata vincente. Ma il sogno di ripetere la stessa storia e divenire, così, una bandiera sulla panchina oltre che in campo, non gli è riuscito. Ottavio Palladini non è più l’allenatore della Samb: si è dimesso dall’incarico (e, con lui, anche il vice, Francesco Chimenti) nonostante il presidente Spina abbia cercato di convincerlo del contrario.

«Mi fa male, certo mi dispiace tanto, ma meglio così» sono le prime parole che raccogliamo. Poi spiega meglio perché ha scelto di dimettersi: «Penso che per il bene dell’ambiente sia la decisione giusta, perché non aveva senso continuare senza la fiducia piena». Non lo dice e non riusciamo a strapparglielo, però è facile desumere che le parole pronunciate dopo il pareggio con il Fossombrone dal presidente Spina («Se avessi agito d’istinto avrei dovuto mandare via l’allenatore») lo hanno ferito. Chi lo ha visto nel dopo gara ha notato un Palladini insolitamente rabbuiato quando gli sono state riferite queste parole. Lui, però, glissa: «Io non posso che ringraziare la società che mi ha consentito di allenare questa squadra, dopo averci giocato. Devo ammettere che per me gli ultimi anni di carriera, qui a San Benedetto, sono stati i più belli in assoluto nonostante tante difficoltà: ho provato delle grandi emozioni e tante soddisfazioni personali».

Mentre scriviamo, probabilmente, Spina e i suoi collaboratori stanno decidendo a chi affidare la Samb: facile pronosticare il nome di Tiziano Giudici, anche lui di Cupra Marittima, condottiero della Sangiustese tra i professionisti un paio di stagioni fa, ora, dopo l’esclusione dalla Seconda Divisione della società maceratese, rimasto senza squadra. Il suo nome era stato accostato alla Samb in diverse occasioni, e Spina lo aveva contattato anche ad aprile, prima di dare fiducia – giustamente, data la vittoria in campionato – a Palladini.

«Queste voci non mi hanno minimamente disturbato, io ho lavorato seriamente e serenamente – dice Ottavio – Mi dispiace perché la squadra non ha raccolto quanto meritava, in queste prime tre partite. Errori? I giocatori hanno dato tutto, certo qualciuno non è al massimo della condizione perché è infortunato o è arrivato tardi, ma c’è modo per recuperare. Ma so che lascio un gruppo di ragazzi fantastici, tutti consapevoli di cosa significa indossare la maglia della Samb. L’addio dopo appena tre giornate? Non mi stupisce, questo è il calcio, anche se non posso che essere rammaricato». E poi: «Sergio Spina è il presidente, ha investito tanti soldi, credo che si meriti una squadra che ha tutte le potenzialità per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati. Lo dico col cuore».

Quale sarà il futuro di Ottavio Palladini? «Sarò sempre il primo tifoso della Samb, anche se non verrò alle partite di questo campionato, non mi sembrerebbe giusto. La domenica andrò a vedere qualche partita, mi terrò comunque sempre aggiornato su quel che succederà ai colori rossoblu. Il mio rammarico è grosso, mi dispiace tanto. Ringrazio tantissimo la tifoseria che mi è stata sempre vicina».

Ciao Ottavio. In bocca al lupo.

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