URBINO – Un Sergio Spina deluso e arrabbiato, quello che si presenta ai taccuini dopo il pareggio con il Fossombrone. Che pensasse a portare tutti in ritiro era qualcosa di preventivabile, e il patron lo conferma: “Si parte lunedì mattina, cerchiamo un posto vicino Cesenatico dove giocheremo mercoledì, un luogo che abbia campi idonei per allenarci”.
La Samb non gli è piaciuta affatto: “Nel secondo tempo mi ha fatto vergognare, noi il nostro dovere di società l’abbiamo fatto e le responsabilità ora se le devono assumere tecnico e giocatori. Lo ammetto, se oggi avessi agito istintivamente dopo il fischio finale avrei deciso il cambio della guida tecnica. Ma non lo faccio, non sarebbe giusto per Ottavio Palladini che ha creato un bel gruppo. Comunque a Cesenatico dobbiamo vincere, senza se e senza ma. Se non si vince prendo provvedimenti, ripeto quanto dicevo l’anno scorso a questo punto del campionato: se serve cambio anche diciotto giocatori”.
Zero e Bianchi, e Pazzi. Gli altri non gli sono piaciuti affatto, al presidentissimo rossoblu. Vero che c’erano dolorini e doloretti, mancanza di adeguata preparazione per alcuni pur validi elementi come Grieco. “Sì va bene – replica Spina – ma ora basta scusanti. D’Angelo? Il suo atteggiamento non mi è piaciuto affatto. Ora, tutti quanti, dobbiamo assolutamente ritrovare la concentrazione. Assolutamente. Stiamo già perdendo troppo terreno. Quelle partite come questa di oggi sono partite che una Samb costruita per il primo posto deve vincere. Non basta andare in vantaggio, dopo il gol ci vuole subito il colpo del ko, la dimostrazione di forza”.
Mister Palladini cela delusione e arrabbiatura dietro la sua faccia da bravo ragazzo, che si incupisce quando i giornalisti gli riferiscono lo sfogo di Spina. “Io continuo a fare il mio lavoro con la stessa grinta di sempre, poi sceglierà la società, accetterò ogni decisione. Se si pensa che il problema sono io, è giusto che la società prenda provvedimenti. Io penso che in tre partite abbiamo visto tutto sommato una squadra in crescita, c’è un problema, principale. Appena compiamo un errore, anche veniale, si prende gol. Non può essere”.
Le occasioni ci sono state, aggiunge amaro Palladini, e la Samb ha avuto il torto (nel calcio esiziale) di non sfruttarle. Peccato, soprattutto per la squadra vista nella prima mezz’ora. Ariosa, vivace, anche divertente. Su quella Samb Palladini mette giustamente e meritatamente la propria firma. Ora dovrà alzare la voce nello spogliatoio e sbloccare i meccanismi mentali che la sua esperienza di calciatore conosce bene. Non ha certo voglia di abbandonare anzitempo un progetto Samb nel quale crede tanto.

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