ASCOLI PICENO – La vicinanza storica di Ascoli con il Francescanesimo e quindi con la città di Assisi è reale e fondata. La monumentale chiesa di San Francesco, la cui parte laterale si affaccia su Piazza del Popolo, fu costruita proprio per ricordare una visita del Santo in città nel 1215. Fu poi ascolano il primo Papa francescano della storia, Niccolò IV.

La tradizione francescana è stata uno dei due temi affrontati dal sindaco Guido Castelli e il suo collega di Assisi Claudio Ricci durante l’incontro che si è svolto questa amttina, mercoledì 15, nella città umbra.

«Sulla base di queste evidenze storiche – ha affermato Castelli – ho colto l’occasione per prospettare a Ricci rapporti di collaborazione riguardanti itinerari religiosi e culturali tra Assisi ed Ascoli».

L’altro tema, più attuale e più concreto in termini di progettazioni future per la valorizzazione della città, è stato quello della possibilità di inserimento di Ascoli tra i siti patrimonio dell’Unesco, con una pratica avviata già da tempo che fa perno sulla unicità del Travertino, pietra con la quale sono costruiti la stragrande maggioranza dei monumenti e delle abitazioni del centro storico cittadino. Il sindaco Ricci, infatti, è anche presidente dell’Associazione delle Città e dei Siti Italiani Patrimonio Mondiale dell’Unesco (Assisi è uno dei 45 siti italiani che hanno ottenuto tale riconoscimento).

«Il mio collega – spiega Castelli – mi ha fornito delle importanti delucidazioni sulla pratica per l’inserimento di Ascoli nella lista Unesco. Mi ha confermato – continua Castelli – la piena validità del tema del Travertino quale elemento di forza su cui impostare il piano di gestione sebbene non mi abbia nascosto le difficoltà oggettive di ottenere l’ambito riconoscimento. Ultimamente l’Organizzazione mondiale si sta orientando verso la scelta di siti extraeuropei anche in ragione della molteplice presenza dei centri storici italiani. Dal confronto è emerse anche la possibilità di una valorizzazione in sede Unesco anche della stessa Quintana, nella sua realtà di “Patrimonio immateriale della città».

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