CUPRA MARITTIMA – L’estate 2010 è appena trascorsa ed è già tempo di bilanci. Con l’assessore al Turismo Marco Malaigia abbiamo un primo giudizio su come è andata la stagione: «Per quanto riguarda le presenze, ancora non sono disponibili i dati ufficiali ma possiamo dire che c’è stato un incremento rispetto allo scorso anno e le strutture turistiche hanno lavorato bene.

«Questa stagione – ribadisce – è stata caratterizzata dal ricco calendario degli eventi, molto apprezzato dai turisti i quali più volte hanno affermato, quando ho avuto l’occasione di incontrarli, che Cupra sembra si sia risvegliata. Citiamo ad esempio il Cupra Teatro d’estate, Cupra in note, la Corrida che, insieme a tutti gli altri appuntamenti, hanno animato il paese proponendo ogni sera eventi per tutti i gusti».

Malaigia coglie l’occasione per ribadire: «Siamo d’accordo con la Cna che ha manifestato malcontento riguardo l’eccessivo proliferare di sagre. Per quanto riguarda Cupra possiamo affermare di avere poche manifestazioni enogastronomiche storiche, che da sempre sono simbolo della nostra tradizione marinara. È vero, c’è la “Festa della Concola” che esiste solo da due anni, ma si tratta di un’operazione culturale di ampio respiro volta a recuperare un prodotto che, dopo aver segnato la storia di Cupra, rischiava di andare perso».

«I turisti – aggiunge – si trovano bene e tornano da decenni, infatti il Comune ha assegnato diversi premi a quelli che la scelgono da generazioni, cosa che rende tutti i cittadini molto orgogliosi. Per poter avere un quadro preciso a riguardo, abbiamo chiesto alla Pro Loco di realizzare un sistema per raccogliere i dati dei turisti».

Conclude: «A proposito, ci tengo a sottolineare che il test sul turismo realizzato la scorsa stagione non è stato ripetuto, poiché doveva essere distribuito quello promosso dalla Provincia di Ascoli. Colgo l’occasione per chiedere scusa ai cittadini che vivono intorno a piazza Possenti per gli eventuali disagi dovuti al rumore di alcune manifestazioni: il prossimo anno cercheremo di spostare le manifestazioni più “chiassose” in altre zone».

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