SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sharon Stone non ci sarà, a causa di un’appendicite che l’ha colpita proprio sull’aereo che l’avrebbe dovuta portare in Italia. In compenso lunedì Miss Italia ritroverà Sophia Loren, esattamente cinquant’anni dopo la conquista della fascia di Miss Eleganza, che seppe tanto di contentino riparatore. Già nel 2001 l’attrice di Pozzuoli fu chiamata ad incoronare l’allora vincitrice Daniela Ferolla ed oggi tutta San Benedetto si augura che tale fortuna possa toccare alla splendida Elisa Spina.

«Non ci penso, non credo di vincere, in ogni caso tornerò a casa felicissima», confessa lei, lasciando trasparire sincerità, ma anche una buona dose di scaramanzia. Fatto sta che l’ipotesi di un trionfo rivierasco non è mai stato così concreto analizzando l’era recente della kermesse. Dodici finaliste, cinque provenienti rispettivamente dalle sezioni Cinema e Moda e due che verranno ripescate in extremis: saranno loro a contendersi il sogno che può stravolgere da un giorno all’altro la vita.

A giudicare le ragazze in sala nella serata conclusiva saranno Guillermo Mariotto, Flavio Insinna e Rita Rusic. Al resto ci penserà come sempre il pubblico da casa con il televoto.

Intanto non cessano le polemiche attorno alla manifestazione, tra il giallo di un presunto trans in gara (montato ad arte, non si sa ancora da chi) e gaffe in conferenza stampa: «Un tempo Miss Italia era un’esposizione di carne», s’è lasciato scappare il capostruttura di Raiuno Antonio Azzariti nella volontà di sottolineare il nuovo corso del programma. «Non è mai stato così», ha risposto piccata la “patron” Patrizia Mirigliani. «Abbiamo sempre tutelato le giovani. Sono più di vent’anni che siamo in Rai e mi addolora questa infelice osservazione».

Pepe che non ha comunque rianimato uno show che da troppi anni ormai vaga tra il soporifero e lo stantio. All’ennesima modifica strutturale nell’arco di tre edizioni (l’organizzazione le ha tentate tutte), la trasmissione continua a regalare momenti di nulla assoluto e generali imbarazzi, con Emanuele Filiberto protagonista in entrambi i casi. Lo share galleggia tra il 19 e il 21%, a riprova di un contenitore televisivamente (e non in quanto a introito per il territorio ospitante) usurato.

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