CIVITANOVA MARCHE – È un po’ deluso Ottavio Palladini nel dopopartita di Samb-Forlì, e si vede: ci teneva tanto a regalare ai tifosi rossoblu i primi tre punti stagionali. Tre punti che sarebbero stati assolutamente meritati, viste le occasioni avute nel corso della partita e considerata la prestazione di buon livello al cospetto di un Forlì che, sulla carta, avrebbe voluto tenere in mano il pallino del gioco.

Decisive le scelte tattiche di Palladini, abile nel far fronte con intelligenza alle assenze in attacco varando un inedito modulo con Grieco e Carioti esterni a far la spola tra centrocampo e attacco e a dar fastidio alla difesa a tre del Forlì. «Si tratta di un modulo che può anche essere riproposto», dice Palladini: «Con le due punte larghe li abbiamo costretti a difendersi con i loro esterni di centrocampo; inoltre Evangelisti, messo più al centro del gioco, è andato molto meglio. Abbiamo preparato bene la partita: purtroppo nel calcio se non fai gol non vinci, ma non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi, che hanno dato l’anima».

Tante le occasioni da gol per la Samb, clamorosa quella fallita da Carioti, con una “schiacciata” di testa che ha colpito il terreno davanti alla linea di porta prima di impennarsi sopra la traversa: «Non getterei la croce addosso a Carioti, oggi era la sua prima partita e anche in un ruolo inedito: peccato per l’errore perché avrebbe meritato il gol. Covelli si è destreggiato bene anche da prima punta, non dimentichiamo che l’anno scorso a Campobasso ha realizzato 11 gol. Peccato perché queste sono partite che vanno vinte, comunque abbiamo tenuto bene il campo e non abbiamo lasciato l’iniziativa al Forlì». Nel finale anche un assaggio di partita per il “puffo” D’Angelo, reduce da un precampionato molto travagliato per via dei fastidi alla schiena: «I dolori dovrebbero essere ormai superati», chiarisce Palladini, «purtroppo ora è in ritardo di condizione e dovrà recuperare».

Decisamente più soddisfatto del risultato l’allenatore ospite Attilio Bardi, che ammette la buona prestazione della Samb: «Partita molto difficile per noi, sul campo di una favorita per la vittoria. Sono contento della nostra prestazione, anche se abbiamo cercato di fare gioco ma abbiamo subito il pressing della Samb. Nel finale c’è stata una nostra reazione, ma alla fine i miei giocatori erano doloranti e avevo finito i cambi». Anche secondo Bardi la chiave tattica è stato l’inedito schieramento della Samb: «Col 4-5-1 sono riusciti a impedirci di uscire palla al piede, nel secondo tempo ho cercato di rimediare avanzando Mazzoli. La Samb, secondo me, è una squadra forte, con buoni giocatori. L’obiettivo del Forlì è di salvarsi prima possibile, di questo girone temo molto il fattore campo: nei gironi del nord si vedono meno tifosi negli stadi».

L’esperto difensore Richard Vanigli, tornato nella squadra di casa per chiudere la sua lunga carriera, condivide i giudizi del suo allenatore: «La Samb è una buona squadra che alla lunga darà fastidio a tutti, quello di San Benedetto è sempre un campo difficile per tutti. Noi oggi ci siamo difesi bene, purtroppo la partita è stata un po’ condizionata dal vento».

Un po’ di rammarico, infine, nel volto del giovane italoaustraliano Anthony Carioti, protagonista dell’occasione più clamorosa di giornata: «Purtroppo credo che il vento mi abbia alzato il pallone. Peccato perché oggi ho cercato di dare il 100%, credo che la Samb abbia disputato una buona gara nonostante sia mancato il gol. Emozionato? Direi di no, ma oggi ci tenevo a dare qualcosa in più dato che era la mia prima partita: andrà meglio nelle prossime. Il mio ruolo? Preferisco di più agire negli spazi e correre: oggi il mister aveva detto a me e Grieco di stare larghi». Carioti, classe 1991, ci racconta poi qualcosa in più sulla sua famiglia: «Mio padre è originario di Catanzaro, mia madre invece è australiana. Io sono nato in Australia, poi ci siamo trasferiti in Italia quando io avevo 15 anni; ho giocato 2 anni e mezzo nel settore giovanile dell’Ascoli e poi sono venuto alla Samb».

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