SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Tutta San Benedetto è commossa per la morte di fra Zaccaria, tra i primi “Sacramentini” a giungere in città a ridosso della guerra, durante la quale si adoperò per mettere in salvo molte persone. Da allora Zaccaria è stato un protagonista estremamente discreto nella vita della comunità, formando generazioni di chierichetti, ai tempi d’oro dell’oratorio di quella chiesa». Sono parole del sindaco Gaspari, in ricordo del religioso cui nel 2006 fu assegnato il premio “Gran Pavese Rossoblu”.
 
«Proprio in virtù del suo operato discreto e costante a beneficio dell’intera città», prosegue il sindaco, «abbiamo voluto riportare in auge il “Gran Pavese Rossoblù”. In quella occasione abbiamo anche festeggiato i suoi cento anni. Gli testimoniai di persona la gratitudine della città intera. Negli anni successivi, in occasione della festa del patrono, abbiamo poi assegnato il Gran Pavese Rossoblu ad altri illustri cittadini».
 
Emilio Salvioni, fra Zaccaria, era nato il 13 novembre 1906 a Stezzano in provincia di Bergamo. Giunse a San Benedetto il 19 settembre 1939. La motivazione del Gran Pavese recitava così: “A fra’ Zaccaria, figura emblematica della comunità sambenedettese della congregazione del SS. Sacramento, l’amministrazione comunale, interpretando i sentimenti di sentita riconoscenza dell’intera popolazione assegna il Gran Pavese Rossoblu come dimostrazione tangibile di stima, devozione ed affetto per l’infaticabile opera di amorevole assistenza compiuta in periodo bellico e per l’attività educativa svolta nel costante servizio reso alla Chiesa”.
 
«Il mio cordoglio personale è quello di tutta la città», conclude il Sindaco, «Il ricordo di Zaccaria, per tantissimi, è il ricordo della propria vita, di anni lontani e di valori sani, senza alcuna retorica. Era una società diversa, ormai cambiata. Zaccaria è stato un punto di riferimento per tutti, come l’intera comunità dei Sacramentini ancora oggi».

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