SAN BENEDETTO DEL TRONTO -In principio fu una netta presa di posizione del sindaco Gaspari, intento a bocciare per i prossimi anni l’eccessivo proliferare di sagre per impedire una costante e notevole diminuzione della disponibilità di parcheggi; Poi toccò ad Ermetina Tira, titolare dell’hotel ristorante San Giacomo di Monteprandone, che sposò in pieno l’affondo del primo cittadino rivierasco, ance se per motivi differenti («rischiano di trasformare il Piceno in una mensa a cielo aperto perlopiù di bassa qualità»). Ora è il turno di Ido Perozzi, presidente di Vinea (associazione produttori viticoli) che spiega come tali manifestazioni a carattere temporaneo necessitino di una regolamentazione: «Molte di loro non hanno nulla di tipico. Ritengo quindi che il problema non sia soltanto quello del numero di sagre, seppure alto, ma dei prodotti utilizzati per la preparazione dei piatti. Un argomento questo che, seppure in maniera diversa, coinvolge tutti gli operatori della ristorazione».

«E’ necessaria – prosegue Perozzi – un’azione collettiva per utilizzare prodotti del territorio dal vino all’acqu, passando per tutte le materie prime necessarie per la preparazione dei piatti. Non è un’utopia, dal momento che alcuni ristoratori hanno condiviso questa filosofia, puntando con decisione sui prodotti del territorio, ottenendo riscontri molto positivi».

Non proprio una crociata contro le sagre, come si potrebbe credere: «La nostra cooperativa ha presentato un piano articolato finalizzato alla promozione delle eccellenze enogastronomiche che sarà sviluppato nel prossimo triennio, il piano potrebbe attivare importanti risorse finanziarie da utilizzare in iniziative promozionali  a livello locale, nazionale e internazionale. Crediamo che un forte incentivo all’utilizzo dei prodotti del territorio certificati potrebbe essere l’inserimento negli eventi promozionali di quegli operatori della ristorazione più virtuosi che si impegnino al rispetto dei disciplinari. In questo contesto anche le sagre potrebbero diventare importanti vetrine per i prodotti tipici, a patto di usare prodotti certificati».

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