SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vicenda di Sakineh, la ragazza iraniana detenuta nel braccio della morte del carcere di Tabriz e condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio, coinvolge anche San Benedetto, con la Presidente del Consiglio Comunale Giulietta Capriotti che esprime la massima solidarietà alla donna: «Sta combattendo una tremenda battaglia per gridare al mondo la sua innocenza. Ha sempre negato ogni accusa. Ha denunciato che la presunta “confessione” gli è stata estorta sotto minaccia durante l’interrogatorio, sappiamo che la condanna è arrivata dopo che soltanto tre dei cinque giudici davanti ai quali è stata condotta l’hanno ritenuta colpevole sulla base della “conoscenza del giudice”, una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive».

«Ci uniamo – prosegue la Capriotti – alla mobilitazione in atto da parte dell’opinione pubblica internazionale e delle istituzioni italiane e sovranazionali per indurre le autorità iraniane a rivedere la tremenda sentenza. Questi sentimenti saranno tradotti in un ordine del giorno che sarà sottoposto all’approvazione della prima seduta utile del Consiglio comunale: con quel documento impegneremo il Sindaco e la Giunta affinché si attivino presso le istituzioni nazionali e comunitarie per far giungere a Sakineh l’espressione della corale solidarietà della comunità sambenedettese e per manifestare la piena disponibilità del Comune a sostenere, nelle forme ritenute più opportune, un’azione collettiva che scongiuri l’esecuzione della condanna».

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