GROTTAMMARE – Una mattinata passata a girare Grottammare: è quella che ha trascorso la delegazione di sindaci provenienti dal Giappone facenti parte dell’associazione “The most beautiful villages in Japan” (il corrispondente nipponico de “I borghi più belli d’Italia” di cui la Perla dell’Adriatico fa parte), accompagnati dal vicesindaco e assessore alla Cultura Enrico Piergallini e dall’assessore ai Lavori Pubblici Fausto Tedeschi.

I quindici amministratori orientali, arrivati in Italia in occasione del festival dei Borghi più belli, organizzato a San Ginesio dal 3 al 5 settembre (iniziativa organizzata in concomitanza con l’associazione “Nixita” che promuove lo scambio culturale tra l’Italia e il Giappone), hanno apprezzato il giro turistico tra il borgo grottammarese e il lungomare sul “trenino dell’arte”, poi a piazza Peretti, al teatro degli Aranci, al museo di Pericle Fazzini, alle chiese di San Giovanni Battista e di Santa Lucia, il Museo dell’illustrazione comica.

«Sappiamo che il movimento dei borghi più belli è partito da un continente come l’Europa che vanta un patrimonio culturale e artistico purtroppo non presente nei nostri borghi – ha osservato il presidente dei borghi giapponesi Hamada Satoshi – si tratta comunque di un’occasione importante per studiare la vostra realtà e trovare gli spunti che ci consentano di partire in direzione di un nuovo sviluppo nel rispetto delle nostre tradizioni. Grottammare è incredibilmente ben organizzata dal punto di vista urbanistico, culturale e turistico».

«Un bello scambio di vedute delle due realtà – hanno dichiarato all’unisono il vicesindaco Piergallini e l’assessore Tedeschi – e la dimostrazione che l’ingresso nei Borghi più belli d’Italia è stata una scelta vincente e ha permesso, tra l’altro, a questa delegazione di scegliere la loro visita alla nostra città. Grottammare si presenta nel terzo millennio con la forza di poter contare su un turismo internazionale; vedere la positiva sorpresa dei giapponesi, colpiti dalla gestione della città, dai servizi offerti e dalla cura dell’ambiente, è il segno che il lavoro che stiamo facendo è giusto».

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