SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Se si vuole fare un Referendum, si rispettino le norme dello statuto comunale». Giovanni Gaspari non usa mezze parole ed avvisa a chiare lettere il comitato “Prg a crescita zero” che nei giorni scorsi ha compiuto il primo passo verso il coinvolgimento diretto dei cittadini sambenedettesi in merito alla questione della variante urbanistica (reperimento di firme preliminare alla raccolta vera e propria per chiedere un referendum consultivo).

«Il quesito non dovrà essere fazioso, ma corretto e dovrà riportare fedelmente il testo della delibera. Non accetterò che si faccia propaganda, serve oggettività. Se resta così non lo faccio stampare».

Patti chiari, sembra dunque pretendere il primo cittadino che non ha gradito l’addebitata “partigianeria” di un quesito che non cita le opere pubbliche che sono la contropartita per il Comune rispetto alla “megavariante”, quali la realizzazione di un parco in zona Brancadoro, la bonifica di Via Bianchi dall’inquinamento elettromagnetico (con lo spostamento dei tralicci della sottostazione ferroviaria), la realizzazione di una nuova piscina comunale ed il restyling completo della zona Ballarin.

Un punto quest’ultimo recentemente contestato dal Popolo della Libertà che per voce dell’assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli ha definito l’ex “casa” della Sambenedettese «non solo uno stadio, ma un pezzo di storia della città. Sono disposto a mettermi di fronte alle ruspe per impedirne la demolizione senza un progetto alternativo».

«Gli propongo pure lo sciopero della fame», scherza Gaspari che ribadisce come sia secondo lui fondamentale rimuovere una struttura ormai diventata simbolo di degrado: «La nostra filosofia è quella di creare dei vuoti urbani, degli spazi liberi. In Via Montebello abbiamo rinunciato a ben 5mila metri cubi preferendo non costruire al posto del mercatino coperto abbattuto».

La strada dell’amministrazione comunale è allora delineata, con il sindaco intenzionato ad usare il nuovo percorso urbanistico come tema cardine della campagna elettorale del 2011: «Voglio sottrarre alla speculazione edilizia quel polmone importante che è l’area Brancadoro. La Grande Opera può rientrare benissimo in questo discorso, ma al momento non è l’argomento prioritario».

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