Politica. L’ultima dichiarazione del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari «Tutti volevano fare le primarie ora non se ne trova più uno», mi intriga e spiego perché. Quale candidato ad una poltrona (nel senso buono) così importante si lamenterebbe (credo che questo sia il senso delle sue parole) per la carenza di concorrenti? Nessuno in una disputa normale, se nel frattempo non è impazzito. Come interpretare quindi le parole del primo cittadino sambenedettese? Ci provo rischiando magari di sbagliarmi ma credo di no. Nel caso specifico una concorrenza numerosa alle Primarie faciliterebbe in modo determinante la sua ricandidatura. Innanzitutto perché il mandato che ha avuto negli ultimi 5 anni dà notoriamente un certo numero di crediti (vedi voti), poi perché ha un apparato organizzativo specializzato all’uopo più di altri suoi colleghi del centro sinistra, terzo ed ultimo perché non vede all’orizzonte un uomo forte, uno solo, in grado catalizzare preferenze e dargli fastidio. Se le cose stanno veramente come Gaspari afferma può significare però che i suoi “concorrenti” hanno capito tutto e stanno per coalizzarsi pericolosamente. Per lui. Conclusione: Giovanni Gaspari non è uno stupido. Aggiungo che lo stesso discorso può farsi per l’elezione vera a sindaco, parrebbe infatti che i numerosi pretendenti di qualche tempo fa stiano cercando di organizzarsi per evitare il pericolo “Divide et impera” che farebbe il gioco di qualsiasi candidato sindaco del centro sinistra. I miei ultimi segnali sono questi.

Turismo. Come molti di voi avranno letto nei vari commenti, ritengo che l’esigenza di uno “Stato Generale” del turismo, uno solo, sia la giusta panacea per tentare di risolvere gli attuali problemi. Molti di essi, infatti, sono dovuti al “chi fa da se fa per tre“, un proverbio sbagliatissimo per il caso specifico che cambierei in “chi fa da se non fa neanche… per se“. Insomma è giunto il momento di razionalizzare le idee. Tenerle scompaginate è un grave danno per le nostre comunità. Mi sovviene un altro proverbio «quando comandano in tanti, non si fa mai notte»

Samb. Riparte il suo campionato dopo la sosta più lunga di tutta la storia rossoblu, quasi cinque mesi. Il mio auguro è semplicissimo: non cadiamo negli errori della prima serie D quando lasciammo soli Torquati, Iacoponi, Scartozzi ecc. Allora non si capì che solo una mobilitazione economica generale avrebbe potuto farla rinascere dalle ceneri. Se oggi si è capito, facciamolo. Tanti piccoli aiuti farebbero un grosso gruzzolo e favorirebbero una serena programmazione in vista di un ritorno tra le grandi. Il grande benefattore in grado di abbreviare i tempi non esiste (magari qualcuno mi smentisse), quindi spetta agli sportivi sambenedettesi, non solo a Spina & C, la decisione di programmare il futuro come loro vorrebbero che fosse.

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