SAN BENEDETTO DEL TRONTO –Che sia rimasto solo Gaspari a volere le primarie nel centrosinistra? «Strano», risponde il diretto interessato. «Fino a poco tempo fa tutti ambivano a fare il sindaco ed oggi non si trova più nemmeno un candidato?».

Non rinuncia all’ironia il primo cittadino nell’analizzare una situazione che col tempo rischia di assumere i tratti di una soap-opera, nonostante le recenti rassicurazioni del segretario comunale del Pd Felice Gregori, aperto ad un possibile “ballottaggio” di coalizione. Nei democratici non mancano infatti gli scettici, che reputano tale pratica oramai una pura ed inutile formalità.

«Io farò la mia parte, ma la vera partita la giocheranno i partiti. Potrebbero nascere nuove situazioni, visto che siamo leggermente diversi da ciò che eravamo nel 2006. Continuo a ripetere che le primarie sono l’unico strumento per coinvolgere la città e le reputo indispensabili».

Indispensabili sì, ma a patto che si sia almeno in due a concorrere. «Nel frattempo mi alleno», scherza ancora Gaspari che amplifica la discussione, toccando pure il tema delle future alleanze: «Sto notando la deriva di Sinistra e Libertà su posizioni radicali. A questo punto non capisco che differenza ci sia tra loro e Rifondazione Comunista, da cui si distaccarono». Difficile dunque ipotizzare un nuovo “matrimonio”, considerando oltretutto un ulteriore smacco di quest’ultimi nei confronti del sindaco: «Gli anni scorsi venivo sempre invitato alla loro festa e vi partecipavo con piacere. Stavolta invece nessuno mi ha fatto sapere nulla».

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