ROMA – «Il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente la richiesta di annullamento della sentenza del Tar Lazio, che aveva dichiarato illegittima la norma che istituiva una quota fissa aggiuntiva al pedaggio autostradale nei punti di raccordo autostradale, come nel caso, per le Marche, del raccordo Ascoli-Mare a San Benedetto del Tronto. L’organo di appello ha accolto invece il ricorso del Comune e della provincia di Roma e di altri comuni che hanno contestato la norma della manovra finanziaria estiva del Governo Berlusconi, lasciandone intatta l’efficacia in tutte le altre circostanze».
Lo segnala in una nota il deputato dell’Udc Amedeo Ciccanti che aggiunge: «Ascoli sarà una delle poche province d’Italia ad essere penalizzata da questa sentenza, perchè si vedrà penalizzata con l’aumento della tariffa a causa della responsabilità del Presidente della Provincia che non ha fatto ricorso contro il decreto del Ministro Matteoli».
Infine, Ciccanti sostiene che «se domani gli ascolani pagheranno una tariffa maggiorata dell’autostrada devono ricordare che la colpa è di Celani che non ha impugnato il decreto che fa pagare a chi esce dal casello di San Benedetto una tariffa maggiorata».
Secondo le dichiarazioni del presidente dell’Anas da noi riprese qui, tuttavia, pare che il blocco dei rincari riguardi tutto il territorio nazionale.

Sulla linea di Ciccanti anche Achille Buonfigli, consigliere provinciale ascolano aderente al Map (Movimento Autonomo Piceno, lista a sostegno del presidente Celani): «Non siamo stati ascoltati e ora gli automobilisti ne pagheranno il prezzo al casello di San Benedetto del Tronto, dove il pedaggio verrà applicato con la tariffa maggiorata. E ovviamente non sarà possibile ottenere rimborsi. Quando attraverso le colonne dei giornali il Map chiese al Presidente Celani di presentare ricorso contro l’aumento dei pedaggi autostradali scattati il 1° luglio scorso, sapevamo quali sarebbero state le conseguenze di una mancata reazione. Ci venne risposto che tutto sarebbe stato sistemato senza clamore, che di li a poco ci sarebbe stato un incontro con il ministro dei trasporti Matteoli: questo incontro non c’è stato e nessun esito ha avuto la lettera che sarebbe stata scritta al ministro».

«Anche il sindaco di San Benedetto del Tronto ha fatto solo proclami, pur essendo i cittadini rivieraschi i più danneggiati – aggiunge Buonfigli – si può ancora impugnare il decreto della Presidenza del Consiglio del 25 giugno scorso che contiene l’elenco dei “raccordi autostradali”, tra cui l’Ascoli – Mare, che sono stati assimilati in tutto e per tutto all’autostrada e, per questo motivo, assoggettati al pagamento di un pedaggio. Il Presidente della Provincia e i sindaci di Ascoli e San Benedetto si attivino subito per limitare i danni, dando incarico alle rispettive avvocature di agire in giudizio anche per ottenere che il provvedimento odierno del Consiglio di Stato venga esteso a tutto il territorio nazionale. La Provincia di Rieti e il Movimento per la Difesa del Cittadino hanno già presentato ricorsi al TAR del Lazio in tal senso. E poi se qualcuno volesse proprio rivolgersi al ministro Matteoli gli chieda di abbandonare l’idea, che sembra stia inziando a circolare, di emanare un decreto legge per aggirare i provvedimenti dei giudici amministrativi, adottando invece misure di rimborso automatico a vantaggio di tutti gli automobilisti interessati, anche quelli che hanno utilizzato l’Ascoli – Mare e il casello di San Benedetto».

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