RIPATRANSONE – In merito alla dibattuta questione di una centrale a biomasse nella zona della Val Menocchia, Alessandra Albertoni, una turista di Bolzano ha indirizzato una lettera al sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo. La pubblichiamo, integralmente, di seguito.

Gentile Sindaco D’Erasmo,

da anni vengo in vacanza per periodi più o meno lunghi con la mia famiglia nelle Marche, una regione di cui io e mio marito ci siamo innamorati, per le sue bellezze storico-architettoniche, per la sua natura, per la sua straordinaria collocazione tra mare e monti, con un entroterra da fiaba. In particolare ci ha colpito la bellezza di borghi come Ripatransone o Montefiore all’Aso, e delle belle vallate circostanti. Non manca nulla alla vostra regione per essere al livello della molto più blasonata Toscana, se non forse la vocazione a valorizzarla dal punto di vista turistico come meriterebbe e tutelarla maggiormente dal punto di vista ambientale.

Vengo da una città, Bolzano, che ha una lunga tradizione turistica e commerciale ma che ha saputo mettere l’ambiente e il benessere dei cittadini al primo posto nelle scelte politiche da attuare sul territorio. Forse proprio per questo, mi ha notevolmente sorpresa la vostra attuale vicenda legata alla prossima realizzazione di una centrale a biomasse proprio in Val Menocchia, una valle bellissima, per i curatissimi campi agricoli e vivai di palme, i tanti discreti agriturismi, i piccoli casolari in pietra.

Al di là della questione su quanto e come questa centrale andrà ad inquinare, e posto che nessuno può negare che ciò avverrà, mi chiedo, perché non andare orgogliosi di questa bellissima area naturalistica, di questi affascinanti borghi medievali, della cultura e della tradizione della gente, andando proprio a valorizzare questi, che tanto possono portare in termini turistici, con riflessi anche sui paesi della costa? Perché non puntare su queste straordinarie caratteristiche invece che rischiare di deturparle per dare respiro e futuro all’area? Di cosa ha bisogno per esempio un Comune di Ripatransone, di una centrale elettrica, o per esempio di strutture ricettive di livello, di favorire per esempio i cittadini locali, perché si riapproprino, con adeguata ristrutturazione dell’immenso patrimonio immobiliare dei borghi, senza che arrivino sempre gli immancabili tedeschi o inglesi, o più avanti russi ad appropriarsene? , invece di costruirne nuovi insediamenti, distruggendo nuove aree verdi, oppure di valorizzare la bella ma desolata area archeologica proprio all’imbocco della Val Menocchia?

Caro Sindaco, non voglio certo da Bolzano dare lezione a Lei che amministra e conosce la Sua realtà sicuramente meglio, però Le chiedo solo di essere più orgoglioso della sua bella Ripatransone, dell’incantevole Val Menocchia, e dei suoi abitanti, nonché elettori, che Le chiedono un ripensamento sulla centrale Texon. Fare un passo indietro, quando ci sono le ragioni, non è sintomo di debolezza, ma di saggezza.

Cordialmente
Alessandra Albertoni

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