SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Martedì mattina il comitato “Prg a crescita zero” ha compiuto il primo passo verso la richiesta di indire un referendum consultivo che chieda ai cittadini cosa pensano della delibera consiliare 113 del 2009, quella che manifesta l’intenzione del Comune di realizzare una variante urbanistica che permetta mediante accordo con i privati la realizzazione di alcune opere pubbliche come la nuova piscina comunale e il reperimento dell’area da cedere gratuitamente alla Fondazione Carisap per il suo investimento architettonico a fini pubblici. Il tutto dietro la concessione di diritti edificatori ai privati che si sobbarchino le spese per le priorità indicate dalla giunta Gaspari.

Il comitato, per mano degli esponenti di Sel Luca Spadoni e Giorgio Mancini, ha protocollato in Comune le prime 111 firme, ora il Comune predisporrà i moduli vidimati con i quali raccogliere altre 4100 firme, pari al dieci per cento dei cittadini aventi diritto di voto (come prevede lo statuto comunale, clicca qui per leggerne l’articolo 28).

Una volta raccolte quelle firme, il consiglio comunale dovrà indire il referendum che, lo ripetiamo, ha mero valore consultivo. Ma un’eventuale vittoria del “No”, afferma Daniele Primavera di Rifondazione Comunista, avrebbe inevitabili pesanti conseguenze a livello politico.

Nello stesso giorno in cui avviene questo primo passo dell’iter per il referendum, anche il centrodestra esprime dissenso per la megavariante (precisazione necessaria, però: il Comitato Prg a Crescita Zero ostenta la sua trasversalità politica).

Piunti e Gabrielli del Pdl, come potete leggere qui, hanno tra l’altro espresso un concetto molto simile all’intervento dell’architetto Guido Rossetti pubblicato su queste pagine (professionista vicino agli ambienti della sinistra no Pd).

In sostanza, la domanda è: ma la “megavariante” è in sintonia con lo Schema Direttore approvato dalla maggioranza Gaspari nel 2007? Va nella stessa linea con quel primo mattone del Prg targato Gaspari che ancora non ha visto la luce secondo la stessa maggioranza per via della mancata approvazione della legge regionale sull’urbanistica?

Comunque, alla domanda se l’iniziativa referendaria possa riscuotere il loro appoggio, Pasqualino Piunti risponde così: «Vedremo quali idee sosterrà questo comitato, non avremo remore nel condividerne. Noi abbiamo la nostra linea, poi ben vengano gruppi di dibattito in città».

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