CASTELBASSO – John De Leo voce, Fabrizio Tarroni chitarra. Cresce il pubblico dei loro aficionados, che li segue e applaude esibizione dopo esibizione. Sabato 28 agosto a Castelbasso, per la chiusura della stagione di eventi organizzata dalla Fondazione Menegaz, i due hanno presentato una versione acustica dell’album “Vago svanendo” del 2008, l’ultimo pubblicato da De Leo, ex leader dei Quintorigo. Più altri brani, standard jazz e d’autore.

La trascrizione per sola chitarra del disco, realizzato in studio con ricca e ricercata trama di strumenti, fa risaltare ulteriormente la bravura di entrambi gli artisti: le capacità della voce di De Leo, versatile fino al virtuosismo, e quelle della chitarra coinvolgente e trascinante di Tarroni, coautore di vari brani. Formazione affiatata e collaudata per la grande complicità dei due, capaci di intarsiare una scaletta di grande qualità con continue efficaci improvvisazioni.

Se la formula acustica è un loro classico, De Leo e Tarroni sanno però dialogare ogni sera in maniera inedita, dando spazio all’estro e alla ricerca di nuovi suoni, della voce-strumento e della chitarra. Sul palco anche il registratore-giocattolo rosa, un must di De Leo, ulteriore mezzo di sperimentazioni vocali. Così la voce si trasforma in graffiante chitarra elettrica, intrecciata all’acustica di Tarroni. Altro strumento sul palco è il campionatore. La musica si moltiplica. Registrando se stesso in diretta, De Leo aggiunge infatti una dopo l’altra sezioni ritmiche, armoniche, melodiche, partendo da una singola cellula musicale, e arrivando ad una sontuosa sin-fonia. Il pubblico segue rapito.

Inconfondibile e amato anche lo stile di Tarroni, abile volteggiatore sulle corde della sua Gibson. Sotto le sue mani la cassa armonica è anche una sincopata percussione, a dare il tempo. Si susseguono così brani come L’uomo che continua, Vago svanendo, Spiega la vela, Le chien et le flacon, Big stuff. Serata di gran forma per i due artisti, che hanno festeggiato insieme al pubblico i 40 anni del chitarrista. De Leo simpaticissimo in intermezzi ironici e momenti scherzosi in alcuni brani. Nato a Lugo di Romagna, Massimo De Leonardis, alias John De Leo, origini abruzzesi, ha offerto una serata davvero indimenticabile al pubblico “di casa”.

Accoglienza entusiastica e attiva partecipazione fino ai due bis, tra cui “Amore che vieni, amore che vai” di De Andrè, reinterpretata in maniera emozionante, in uno stile livido-rock. Autore d’eccezione, De Leo ha mostrato appieno anche le sue doti di interprete originale. Serata indimenticabile per chi non lo aveva mai ascoltato, di sicure conferme per tutti gli amanti della musica di qualità.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 238 volte, 1 oggi)