SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sul tema del’urbanistica, della probabile “megavariante”, sulle posizioni che predicano un nuovo Piano regolatore “a crescita zero”, ospitiamo l’intervento dell’architetto sambenedettese Guido Rossetti, ex consigliere comunale ed ex presidente della prima commissione consiliare Urbanistica e Lavori Pubblici (1993-97).

“Il Consiglio comunale con la delibera n. 199 del 14 dicembre 2007 approvava lo Schema Direttore del PRG, l’atto di indirizzo del nuovo Piano Regolatore Generale.

Mi chiedo come la maggioranza dei consiglieri comunali abbiano poi potuto votare la delibera della megavariante 113/2009, sapendo che due anni prima avevano tracciato la strada per la nuova politica urbanistica del nostro Comune.

Vorrei ricordare, qualora i consiglieri comunali lo abbiano dimenticato (sinceramente dubito che lo abbiano letto) che lo Schema Direttore è uno strumento “concertativo-programmatico di tipo esigenziale a cui sia i contenuti e le scelte del Piano Strutturale Strategico, del Piano Operativo e del nuovo regolamento Urbanistico ed Edilizio attribuiranno tempi, strumenti, soggetti attuativi, conoscenze, procedure e soprattutto priorità” (pag. 2 schema direttore), Tale schema Direttore poneva come prioritario obiettivo del nuovo strumento urbanistico “Una città che progetta il futuro” (pag, 4) per superare i dualismi della città, primo tra i quali la crescita dei valori immobiliari e la presenza di troppi appartamenti vuoti, non accessibili alla domanda residenziale di alloggi ad affitto convenzionato e a prezzo calmierato, il paradosso che in città c’è grande domanda di alloggi a prezzi accessibili e da dare in affitto, e contemporaneamente c’è una abbondanza di appartamenti invenduti o sfitti che non sono disponibili alla reale richiesta ed alle reali possibilità dei cittadini, che sono costretti ad emigrare nelle città limitrofe, Monteprandone, Martinsicuro etc. dove trovano prezzi accettabili ed affitti decenti. Il nuovo strumento urbanistico si poneva come obiettivo strategico tra gli altri, la Tutela delle residue risorse ambientali e culturali, la Razionalizzazione delle strutture insediative e della dotazione infrastrutturale (pag.7).

Lo stesso Schema Direttore, dopo una accurata e dettagliata analisi dello stato di fatto della città , individuava le debolezze del sistema città nel “prevalere di posizioni legate al mercato immobiliare e alla rendita fondiaria”, “congestione”, “traffico caotico e pericoloso sulle principali arterie”, “Degrado edilizio soprattutto lungo la SS 16” , “Degrado delle zone PEEP”, “Abbandono del centro storico” ,“Costi elevati acquisto casa”, “Mancanza di case in affitto se non estivo”, altra grande debolezza individuata era la seguente: “una spinta forte alla subordinazione nella costruzione della città agli interessi più forti, lasciando alla sfera pubblica un ruolo di regolamentazione marginale e/o assistenziale”.

Potremmo continuare nell’analisi punto per punto dello Schema Direttore, ma risulterebbe noioso per i lettori, e per coloro che sono al di fuori della materia urbanistica, ma solo con un’attenta lettura ed analisi dell’importante documento programmatico approvato dalla maggioranza del consiglio comunale, si capisce che esso non è assolutamente un ostacolo alla crescita della città, anzi, un invito specifico a rimuovere tutte le problematiche che tutt’oggi la penalizzano, un’invito alla democratizzazione della città impedendo che la città venga costruita dalle solite quattro imprese, un Accordo di Programma fatto con l’intera cittadinanza e non con i soliti costruttori, un poter ricorrere a trattative con privati, ma solo dopo aver delineato il progetto della città futura ed aver posto l’amministrazione pubblica in posizione dominante rispetto all’interlocutore, un rifiuto netto degli interventi a macchia e scollegati tra loro, un rifiuto della logica del risolvere i problemi “Qui-Adesso” a favore di un’affrontare i problemi all’interno del sistema città.

Con la delibera 199/2007 il Consiglio Comunale aveva dimostrato lungimiranza e modernità, condivisibile da tutta la città e non solo dalla maggioranza politica in carica, lungimiranza e modernità naufragate con la delibera 113/2009 che brutalmente riportava l’urbanistica della città alle logiche del secolo scorso.

Non è un caso che la polemica di questi giorni non sia la classica polemica tra maggioranza ed opposizione, tra centro destra e centro sinistra, ma è una polemica forte tra Moderna visione della città e Vecchia logica speculativa, ed è ancor più dolente il fatto che parte della maggioranza che aveva cominciato a costruire la strada da far percorrere ad una città moderna, l’abbia cosi bruscamente ripudiata con una repentina inversione di marcia in senso opposto e contrario”.

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