MARTINSICURO – «Il torrente Vibrata dovrebbe essere un corso d’acqua pulitissimo, da poter bere a tavola, invece è una cloaca a cielo aperto da sempre. A Ferragosto è stata oltrepassata ogni misura, facendo emergere la non volontà politica e istituzionale di vigilare sugli inquinatori». Usano parole molto dure Mario Viola dei Verdi di Martinsicuro e Marco Foglia di Sinistra Ecologia e Libertà, per commentare il disastro ambientale del 15 agosto alla foce del Vibrata. Un episodio che ha destato clamore anche a livello nazionale proprio perché giunto in un periodo di massima presenza turistica sul territorio, e che poteva probabilmente essere evitato se, a monte, ci fosse stata una efficace politica di controlli sugli scarichi abusivi e sul malfunzionamento – qualora la  magistratura ne accerterà l’esistenza – dell’impianto di depurazione di Alba Adriatica-Vill Rosa.

«Da oltre vent’anni – proseguono i Verdi – abbiamo attuato iniziative di denuncia nei confronti degli inquinatori del fiume Tronto e del torrente Vibrata, e all’indomani della morìa di pesci nel tratto terminale del Vibrata abbiamo assistito alle lacrime di coccodrillo degli amministratori comunali e allo “scaricabarile” delle responsabilità».

I Verdi puntano il dito soprattutto sulla mancanza di controlli lungo le aste dei fiumi, che hanno portato nel corso degli anni all’avvelenamento graduale delle acque.

«Il Vibrata – aggiungono – tocca tredici Comuni abruzzesi e un comune marchigiano (Maltignano), ed interessa i territori di due Province e due Regioni. Il torrente quindi è custodito (purtroppo sulla carta) da sindaci (autorità ambientali e sanitarie locali), assessori all’Ambiente comunali, Comandanti dei Vigili Urbani, Presidenti di Provincia, assessori provinciali all’ambiente, Presidenti di Regione, assessori regionali all’Ambiente, Comandanti provinciali dei Vigili Ecologici, Autorità regionali di Bacino idrografico e Geni Civili per un totale di 53 autorità».

Un dispiegamento di forze che però non ha impedito di evitare il disastro del quindici agosto. «La Polizia Provinciale ha scoperto nei giorni scorsi scarichi abusivi nel Vibrata: ciò significa che la prevenzione non è stata effettuata prima dell’estate per impedire quanto avvenuto».

Accuse vengono rivolte anche alla Ruzzo reti, per il presunto malfunzionamento del depuratore consortile di Alba Adriatica-Villa Rosa nel giorno di ferragosto. Un impianto costituito nei primi anni ‘90 per un costo complessivo di 14 miliardi di lire ed in funzione da 17 anni. «E’ stato tarato – spiega Viola – per 90mila abitanti: 15mila di Alba e Villa Rosa più le presenze giornaliere turistiche, attestate intorno alle 40mila unità. In tutto 55mila abitanti, quindi al di sotto della taratura stabilita». Il presidente dei Verdi quindi asserisce che, in base alle capacità di smaltimento previste, il depuratore dovrebbe funzionare perfettamente e quindi non avrebbe bisogno di essere ulteriormente potenziato, come invece chiesto da numerosi amministratori della Val Vibrata a Provincia e Regione.

Ma l’associazione ambientalista tira fuori sull’inquinamento del Vibrata anche un’altra questione ambientale irrisolta per la quale si batte da almeno un ventennio, che riguarda la bonifica di siti contaminati: «ad esempio – spiegano – le ceneri dell’ex inceneritore del Comune di Alba Adriatica sono ancora presenti sulla destra orografica del torrente Vibrata e non sono state mai rimosse».

A seguito dello scempio ecologico di Ferragosto i Verdi, unitamente a Sel, chiedono quindi le dimissioni degli assessori comunali all’Ambiente, per il grave episodio «che non fa onore alla politica teramana di fronte ai cittadini italiani ed europei, e per il quale non solo è stata persa la Bandiera Blu, ma anche la registrazione Emas per Martinsicuro è a grande rischio».

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