SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Altre due ordinanze, emesse dal Comune a carico di altrettante strutture della cosidetta “movida” sambenedettese. Se al “Geko” si contesta l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in assenza di autorizzazione (ex legge regionale 30 del 2005, comma 1 articolo 5), per “Da Andrea” le contestazioni del Comune appaiono molto simili a quelle addebitate al vicino chalet Medusa.

In sintesi: serate danzanti con troppa gente all’interno, pericolo per la pubblica incolumità, necessità di acquisire le autorizzazioni edilizie e i certificati che consentano lo svolgimento di “intrattenimento musicale e danzante con presenza di un numero rilevante di persone” (questa la formula presente nel testo dell’ordinanza).

Leggendo l’ordinanza notificata al titolare di “Bagni Da Andrea” Sandro Assenti, si ricostruisce che l’undici agosto scorso dall’una alle due del mattino la Polizia Municipale ha certificato nella sua relazione che “il locale risultava gremito in ogni ordine di spazio oltre il limite della capienza e della sicurezza, in particolare sull’area del fronte est, delimitata perimetralmente da teli sorretti da pali in legno infissi sulla sabbia, dove era in corso attività di somministrazione di alimenti e bevande e, senza la prescritta licenza, attività di intrattenimento musicale e danzante, con l’ausilio di un Dj posizionato sulla consolle”.

Dal conteggio approssimativo compiuto dai Vigili Urbani, venivano rilevate oltre 900 persone all’interno. Veramente tante. Come si giunge a questo numero?

La superficie complessiva degli spazi dello chalet è di 300 metri quadri circa. Le 900 persone, scrivono i Vigili, si otterrebbero ipotizzando “cautelativamente una densità media di affollamento pari a tre persone al metro quadro”.

Nell’ordinanza si mette in evidenza anche una risposta a coloro che si domandano come mai le sanzioni vengano emanate a fine estate. “Si è ritenuto dover procedere alle valutazioni con un accurato esame degli atti d’ufficio, esame che ha richiesto i necessari tempi tecnici”. Le conclusioni citate dall’ordinanza? Dall’esame del fascicolo edilizio si rileva che l’ultimo titolo edilizio rilasciato è il permesso di costruire in sanatoria del 4 maggio scorso e che l’iter sugli ulteriori interventi di trasformazione dello chalet non è ancora concluso. L’immobile non ha l’agibilità prevista e l’utilizzo dei suoi spazi per ballare e suonare sarebbe, scrivono i Vigili, “fonte di potenziali e gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini, soprattutto per quanto concerne i limiti di capienza, nonchè la sicurezza dell’evacuazione in caso di emergenza”.

Il pericolo potrà essere rimosso solo a seguito dell’acquisizione delle autorizzazioni di carattere edilizio e del rilascio del certificato di agibilità. Fino a quel momento, il tempio della movida trendy si dovrà accontentare di fare da ristorante. Oltre che la classica attività di spiaggia.

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