SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ci rivolgeremo nelle sedi più opportune per capire chi ha sbagliato e se  è possibile chiedere i danni». Con queste parole l’Itb annuncia ciò che Riviera Oggi aveva anticipato già qualche giorno fa, confermando l’avvio di una causa collettiva per un risarcimento economico legato al clamoroso black-out della notte di ferragosto.

Un vero e proprio attacco all’Enel, colpevole oltretutto, a detta dell’associazione presieduta da Giuseppe Ricci, di non essersi fatta viva nei giorni successivi il disguido «né per scusarsi, né tantomeno per discutere dell’accaduto».

«Quello che si è verificato – si legge in una nota – è intollerabile, anche in virtù della crisi che sta attanagliando la nostra economia e di conseguenza il settore balneare. Le serate clou di una stagione estiva si contano sulle dita di una mano e quella del 14 agosto fa parte di quella ristretta schiera, anzi era la data su cui tutti puntavano visto come erano andate le altre».

Appuntamento che, al contrario, è equivalso a una sfilza di disdette e prenotazioni annullate o ad un servizio, garantito sì, ma in condizioni estreme: «Non è possibile ritrovarsi senza energia elettrica per oltre cinque ore. La città di San Benedetto ha in questo modo avuto un fortissimo danno d’immagine».

«Come mai è successo? – si chiedono dunque gli imprenditori turistici – E’ solo colpa dell’Enel o c’è qualche altra responsabilità? Perché la centralina era così datata? Perché è stato necessario tutto quel tempo? Chiediamo di vederci più chiaro facendo luce sui colpevoli».

Ma l’ente fornitore d’energia elettrica non è l’unico bersaglio dell’Itb. Nel mirino ci sono pure le recenti dichiarazioni del sindaco Gaspari che all’indomani del fattaccio aveva invitato i concessionari a «dotarsi di gruppi elettrogeni, per evitare di trovarsi impreparati in futuro ad emergenze del genere». Esternazioni ritenute «decisamente fuori luogo».

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