SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Calvaresi, a nome della Pro Loco di San Benedetto, lancia un’ idea per fare tesoro delle potenzialità dei parchi nazionali dei Sibillini e dei Monti della Laga.

Intenzione dell’imprenditore rivierasco è quella di mettere a disposizione dei tanti visitatori oltre al mare e alla movida anche i paesaggi mozzafiato delle due riserve naturalistiche che abbracciano il Piceno.

«Mi rivolgo al Presidente Celani affinchè con la collaborazione della Start istituisca dei collegamenti settimanali gratuiti tra la costa e questi magnifici luoghi per dare ai turisti quello che sempre più chiedono, senza gravare sulle spalle degli imprenditori balneari in un modo che non potrebbero sostenere».

Lo stesso Calvaresi ha organizzato nel giorno di ferragosto una passeggiata ad alta quota.

Tra i tanti che hanno aderito c’è chi torna per la seconda volta e alimenta con racconti e immagini le aspettative di chi non c’è mai stato prima. Il Centro dei due Parchi e l’Associazione Terra delle Meraviglie si occupano della organizzazione logistica della gita e, grazie all’esperienza e all’ospitalità di Alessandra Porri e della guida Fabrizio Sabbatini, la traversata da Forca di Preste a Forche Canapine, a 1400 metri di quota, diventa l’occasione per immergersi nella magia della montagna incontaminata. Un percorso alla portata di tutte le gambe: tra le vette maestose i racconti sull’orso solitario che da un po’ si è trasferito dai vicini Monti della Laga, sulle sei coppie di lupi, i cervi, i camosci e i cinghiali che popolano i 75.000 ettari dei Sibillini. Poi una breve sortita alla Spelonga a vedere l’albero che rievoca la Battaglia di Lepanto – lungo 30 metri e portato ogni tre anni dalla montagna al paese a spalla da 25 uomini in occasione della Festa Bella, che si svolge in questi giorni. Spelonga, ma anche Arquata, con la Sindone – un estratto dell’originale – la Rocca – con il panorama da vertigine – e la Notte dei Misteri – una rievocazione medievale sotto la luna in programma il prossimo 18 agosto. Sono solo alcuni dei momenti che le due riserve possono offrire, che lasciano il segno nel visitatore e lo portano a nutrire una vera passione per le atmosfere incantate di questi luoghi, fino a tornare, anno dopo anno

«I tagli alle strutture – conclude Calvaresi – che stanno mettendo in ginocchio i due parchi potrebbero essere tamponati da investimenti provinciali secondo la politica di integrazione costa – entroterra più volte enunciata e professata dai più. Con un’inestimabile arricchimento dell’offerta turistica del Piceno e l’acquisizione di una vera identità geografica che renda giustizia a tutto ciò che c’è nella nostra terra».

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