Il consigliere socialista epurato dal sindaco Gaspari qualche mese fa, ha maturato nel frattempo alcune convinzioni che ha voluto trasmettere alla città con una lettera aperta tanto dura quanto lucida. La pubblichiamo integralmente come faremo con l’eventuale risposta di Gaspari, se ci sarà.

«Non c’è bisogno di ricorrere ai “suggerimenti di certi individui né tanto meno a Tecnici, assimilati al personaggio di Valdermort “ della serie di Henry Potter per rendersi conto di quanto disastro stia compiendo la politica urbanistica di questa Amministrazione comunale. E’ la risposta  del Sindaco a chi gli contestava, in Consiglio Comunale, l’applicazione della Legge sugli Alberghi alla realtà di San Benedetto del Tronto. La situazione  è sotto gli occhi di tutti e non ci vuole la laurea per comprenderla. Basta essere uomini liberi.

Se ne è accorto anche il Presidente della sez. ascolana di Italia Nostra, Gaetano Rinaldi alla Conferenza nazionale di Roma del 22-7-10, che ha definito la Riviera delle Palme “un tratto costiero aggredito dalla speculazione edilizia” e certamente  è vero: non è “ un attacco miope” come è stato definito dal nostro Sindaco.

L’ultimo esempio ci viene offerto dal Piano degli Hotel recentemente approvato in Consiglio Comunale.

E, quanto pare,  la colpa è sempre di qualcuno che, a detta del Sindaco, intriga, consiglia, suggerisce male, come se gli altri non capissero niente.

Di esempi ne abbiamo avuti tanti. Basti ricordare la vergognosa storia dell’art. 48 con la Provincia e le minacce verso l’Ing. Pignolone; la critica strumentale con il Presidente Spacca e la Regione; la polemica con il Consorzio Idrico; il conflitto con i Dirigenti  Responsabili degli Uffici e Settori Comunali e il cambio degli incarichi; le  vendette nei Consigli di amministrazione delle Società  Partecipate; il commento sugli Organismi dell’Ospedale ( vedi dichiarazioni del Sindaco del 20-6-2010 sul Corriere Adriatico).

Caro Sindaco, si governa con la forza delle idee e non demonizzando gli altri!!

Non è pensabile che una Casa Comune aperta a tutti, come il Municipio, possa ospitare un Sindaco, un personaggio che non accetta il confronto,  sempre pronto a minacciare, calunniare chiunque la pensi in altro modo con la complicità e la condivisione di una Maggioranza che non è obiettiva o che è forse succube per servilismo o timore.

Fa senso osservare persone, che si immaginavano di altra levatura, non obiettare alle strumentali posizioni e atteggiamenti del Sindaco proteso a giustificare l’ingiustificabile. (… “testone di un testone”…).  Il Comune si è trasformato nel Palazzo dei Veleni.

Fatte le debite proporzioni, a San Benedetto, artificialmente, è stato creato un clima “romano” di complotti, congiure e vendette,  ma qui non ci sono né magistrati né  complottisti  a cui addebitare le colpe.

C’è più semplicemente un malessere palpabile nella Città che, ovviamente, si riflette nel Consiglio comunale. Di questo malessere è necessario discutere. Non lo si può esorcizzare con anatemi e scomuniche.

Noi ci siamo presentati alle elezioni nel 2006 e abbiamo avuto il consenso dei nostri cittadini con una maggioranza di centro sinistra e con un preciso programma: dopo quattro anni di amministrazione Gaspari quella maggioranza non c’è più e quel programma non è stato attuato. Sono venute meno le condizioni che hanno determinato il consenso elettorale dei nostri concittadini. Questa è l’origine prima del malessere, di cui sarebbe stato necessario discutere.

Il Sindaco ha scelto la strada delle decisioni unilaterali senza discuterne nella Maggioranza e nei Partiti che la compongono.

La conseguenza è stata lo spappolamento delle forze politiche:  del PD, in primo luogo, che ha perso tre consiglieri comunali ( due dei quali ultimamente, forse, rientrati ), di Rifondazione che è passata all’opposizione, (ma un suo aderente è rimasto Assessore nel dissenso del suo Partito), dell’UDC che perde i suoi due consiglieri, (ma il partito entra in maggioranza), di SEL che da componente della maggioranza è passato decisamente all’opposizione, del PSI che si vede un suo consigliere dissenziente relegato all’opposizione da una decisione autonoma del Sindaco, che , a sua volta, non prova vergogna di governare con una maggioranza diversa da quella che lo ha eletto.

Tutto questo nasce da congiure e complotti? Più semplicemente è il risultato del mancato rispetto di patti sottoscritti, e messi nero sul bianco con il mandato di programma depositato agli atti del Comune. Primo fra tutti la manifesta e manifestata volontà del Sig. Gaspari di non volere dare seguito all’approvazione del  P.R.G.

Noi parliamo di fatti, altri di congiure e complotti per nascondere le responsabilità proprie!

Per carità di patria evitiamo di discutere: delle brutte figure fatte con la “grande opera” al Ballarin,

della torre dell’Annunziata, del parquet per pavimentare il molo sud, delle varianti al PRG che incominciano a generare ecomostri, ecc.

Arriviamo, infine, alla questione dell’Accordo di programma con i privati per l’area Brancadoro e alla Delibera del 23-12-2009 per fare realizzare alla Fondazione Carisap la  “grande opera” in città.

Ricordate il programma elettorale del 2006 a proposito del PRG da fare? Assolutamente ci doveva essere discontinuità con il passato prossimo (PRG di Bellagamba; addirittura fu epurato dalle Primarie l’ing. Benigni che aveva osato dare un giudizio positivo sull’elaborato di Bellagamba ) e con il passato remoto (ì PRUST di Perazzoli). Vero, assessore Sestri?

Oggi assistiamo, invece, a una situazione paradossale! Il Comune fa da mediatore tra la Fondazione e alcuni costruttori locali. Usa la Fondazione come un Cavallo di Troia per reintrodurre i PRUST.

Sarà forse per questo motivo che il sig. Gaspari non ha voluto il PRG. Addirittura dichiara che comunque si andrà avanti con l’Accordo di programma con i privati anche se la Grande Opera non dovesse farsi. Cari signori, in gioco ci sono la realizzazione di oltre 500 appartamenti.

E, il colmo dei colmi, ancora oggi, a distanza di due anni da quando va in giro la questione della Grande Opera, il Comune non da indicazioni alla Fondazione dei veri bisogni della città, non da indicazioni di che cosa deve occuparsi questa grande opera. E addirittura nessuno sa che cosa la Fondazione vuole realizzare con questa grande opera.

Tutto ciò , cari cittadini, vi sembra normale?

Io penso che sia diritto e dovere del  Comune dire cosa bisogna fare nell’interesse della Città e non la Fondazione-Carisap o alcuni costruttori dire al Comune cosa fare.

I problemi principali di San Benedetto sono: il Porto, l’Albula, i Parcheggi, la Bretella, la Sentina e altri nell’ambito del Turismo sportivo e termale. In questi settori la Fondazione dovrebbe indirizzare la propria attenzione per fare reddito per se stessa e creare posti di lavoro per la Città.

Invece, predomina il “Dio mattone” e fa senso l’enfasi con cui il Sig. Gaspari annuncia il Bando dell’accordo di programma che prevede la cessione di un’area alla Fondazione e la realizzazione della Grande opera che nessuno conosce: “ si tratta della più grande opportunità per aumentare la qualità della vita nella nostra città dai tempi del Piano dei Servizi firmato dagli architetti Giuseppe Campos Venuti e Romeo Ballardini e realizzato negli anni 70 dall’amministrazione Gregori”. Che faccia tosta , senza vergogna , paragonare il  Piano dei Servizi di Campos Venuti e Ballardini realizzato da Gregori con l’operazione Carisap realizzata da Gaspari!

Quello era un piano dei servizi grazie al quale fino ad oggi è stato possibile salvaguardare e dare un assetto al nostro territorio, questo un piano di cementificazione fuori dalle regole.

Un Sindaco arroccato nel Palazzo che alimenta un clima di divisioni e rappresaglie, sia interne che esterne ,   non è una figura idonea  a garantire la democrazia e il rispetto della pluralità delle opinioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e la Città è ferma.

E’ segno di debolezza e di non tranquillità poiché sa di non aver fatto bene il proprio dovere e di non aver voluto percorrere la strada maestra del programma.

Noi vogliamo parlare di cose concrete e riprendere la discussione con tutte le forze della Città che vogliono le regole e condividono questo stato di disagio per creare le condizioni per superare l’attuale marasma e presentarci al prossimo appuntamento elettorale con una coalizione unita

Il Consigliere Comunale: Dottor Mario Narcisi

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