SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La marineria sambenedettese vuole tornare in mare il 1° settembre come dice il decreto ministeriale sul fermo biologico.

Da parte dell’assessore regionale alla Pesca, Sara Giannini, è invece partita una richiesta al ministero di proroga del fermo fino al 15 settembre. L’esponente del Pd quindi recepisce la richiesta delle marinerie del nord delle Marche che vogliono prolungare il fermo di altri 15 giorni.

Pietro Merlini, presidente dell’associazione di Coordinamento delle Imprese di Pesca aderenti a Federpesca, scrive in una lettera indirizzata al ministro Galan e al direttore generale del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali: “La nostra associazione che rappresenta la quasi totalità delle imprese di pesca del porto di San Benedetto ribadisce ancora una volta l’assoluta contrarietà sul proseguimento del fermo biologico obbligatorio per ulteriori due settimane di settembre per le marinerie marchigiane. La nostra flotta peschereccia esercita la sua attività in aree diverse dalle altre e a distanza e profondità notevole dalla costa. Siamo eventualmente favorevoli al fermo esclusivamente facoltativo riferito alle nostre imbarcazioni di minore tonnellaggio che esercitano la loro attività in prossimità della costa. Si chiede di agire con buon senso onde evitare tensioni e difficoltà già oltremodo presenti nelle marinerie”.

Ma la Giannini, nella lettera (sempre del 19 agosto) inviata al ministro Galan, fa una richiesta che va nell’esatto senso contrario: “A seguito della lettera del Ministro Galan del 9 agosto scorso, sono state sentite tutte le Associazioni di categoria rappresentative di imprese e cooperative di pesca, che hanno riconfermato la richiesta che venga erogato il provvedimento di fermo obbligatorio prolungato fino al 15 settembre anche rinunciando al ristoro alle imprese, garantendo comunque l’attivazione delle misure tecniche già previste agli artt. 5 e 6 del D.M. 23 giugno 2010 e delle procedure di cassa integrazione per i marittimi imbarcati. Il provvedimento, auspicato dalla larghissima maggioranza dei rappresentanti, anche con richieste scritte, e dagli stessi operatori, mira a garantire una migliore tutela della risorsa ittica, in particolare quella giovanile delle specie bersaglio, garantendo maggiore disponibilità di risorsa per i mesi futuri. Si chiede a codesto Ministero di intervenire con idoneo strumento al fine di accogliere la rinnovata richiesta di proroga di ulteriori 15 giorni di fermo pesca”.

Secondo alcune opinioni come quelle dell’imprenditore ed esperto di marineria sambenedettese Nazzareno Torquati, tuttavia, “la nostra marineria pesca su alti fondali dove la riproduzione avviene in inverno e quindi è assurdo parlare di fermo prolungato. Abbiamo in atto una grave crisi nella marineria e un ulteriore fermo sarebbe insostenibile”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 677 volte, 1 oggi)