ALBA ADRIATICA – Infuria la polemica all’indomani della morìa di pesci verificatasi nel torrente Vibrata, con centinaia di esemplari boccheggianti o privi di vita che nel pomeriggio del 15 agosto galleggiavano sull’acqua a ridosso della foce.

Uno spettacolo increscioso a cui hanno assistito numerosi turisti che si sono radunati nella zona sia sul versante di Martinsicuro che su quello di Alba Adriatica.

In attesa che le analisi dei campioni d’acqua prelevati possano far luce sulle cause della morte, infuriano le proteste per la mancata attenzione da parte di enti ed istituzioni nei confronti del Vibrata (considerato da Goletta Verde, la nave di Legambiente uno dei fiumi più inquinati d’Italia) sul quale non ci sono abbastanza controlli per monitorare l’eventuale sversamento in acqua di scarichi inquinanti.

«Da dieci anni ripetiamo sempre le stesse cose» ha affermato Gianmarco Giovannelli della Federalberghi-Confcommercio «l’immagine turistica di un territorio si costruisce e si consolida partendo dalla programmazione e dal funzionamento di una serie di infrastrutture territoriali accessorie, come la manutenzione, il potenziamento e la costruzione dei depuratori intercomunali. Se queste cose mancano, o non funzionano, non serve spendere soldi per la promozione turistica: è inutile».

Tra le ipotesi iniziali avanzate per la morìa di pesci anche quella che il depuratore consortile, sottodimensionato in estate per l’elevato numero di presenze sulla costa, non abbia funzionato appieno: lungo le acque del torrente nel giorno di ferragosto si avvertiva un nauseabondo odore di fogna. Ma a quanto pare dalla Ruzzo Reti hanno fatto sapere che nell’impianto non è stato rilevata alcuna anomalia di sorta. Resta comunque alta l’attenzione sul problema di depuratori spesso obosleti o sottodimensionati, che dovrebbero essere affiancati da nuove strutture di ultima generazione.

Giovannelli, unitamente alle associazioni degli operatori turistici Albatour, Martintour, Faita-Federcamping, Sib-Confcommercio, lancia un appello a tutte le istituzioni, affinchè non venga sottovalutato quello che è accaduto il giorno di ferragosto con il conseguente danno all’immagine turistica della costa: «Nel corso dall’anno – dicono i firmatari del documento – si investono risorse, sia pubbliche che private, per fare promozione turistica. Poi basta un episodio, come quello visto da centinaia di turisti, per offuscare l’immagine che faticosamente viene costruita, e per averne delle ripercussioni economiche».

Della vicenda si è interessata anche l’Unione dei Comuni della Val Vibrata, che più volte ha sollecitato la Regione Abruzzo e la Ruzzo Reti con proposte volte a risolvere il problema dell’inquinamento del Vibrata. In particolare la Città Territorio ha chiesto già a partire dal 2009 la collaborazione per la redazione di un progetto e il conseguente reperimento di fondi Fas per la realizzazione. «Dagli incontri – afferma il presidente Alberto Pompizi – è emerso con chiarezza che andava fatta una mappatura degli scarichi del torrente Vibrata anche per individuare quelli abusivi, e che bisognava con un urgenza ristrutturare i depuratori esistenti di ultima generazione e costruirne di nuovi a monte, al centro e nei pressi della foce dello stesso torrente a gestione consortile».

Richieste all’Ato di Teramo, alla Regione Abruzzo e alla Ruzzo Reti per la realizzazione di nuovi impianti di depurazione consortile sono già state avanzate dall’Unione a novembre 2009 e nei primi mesi del 2010, senza che ad oggi la Città Territorio abbia avuto ancora un riscontro.

«In seguito alla moria di pesci alla foce del Vibrata – ha concluso Pompizi – nei prossimi giorni dovrebbe aprirsi un tavolo tecnico alla Provincia di Teramo, una riunione dalla quale l’Unione di Comuni spera di poter vedere accolte le richieste più volte reiterate in merito proprio al disinquinamento di questo torrente».

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