SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il black-out di sabato 14 agosto che ha colpito gran parte del lungomare-nord di San Benedetto continua a produrre strascichi. Stavolta la polemica riguarda direttamente Riviera Oggi e più precisamente un nostro lettore che, nell’area commenti del sito, nei giorni scorsi aveva raccontato la propria serata allo chalet “La Conchiglia”, nel corso dell’interruzione del servizio di energia elettrica.

«Ero con una trentina di amici – scriveva Lucio D’Angelo da Offida – abbiamo cenato al buio in una sala piena di clienti. Comprensibili i disservizi dovuti alla mancanza di energia elettrica, anche se non è tollerabile che un locale del genere non abbia uno straccio di illuminazione di emergenza. Ancora meno giustificabile la scarsa sensibilità dei proprietari che non solo non ci hanno proposto alcuno sconto sul prezzo della cena (inevitabilmente arrangiato l’arrosto, freddo e rimediato, niente dolce, caffè, piano bar annullato, piatti non cambiati non essendoci lavastoviglie, ecc), ma che quando è tornata l’energia elettrica si sono ben guardati di offrire magari un drink o un digestivo come gesto di cortesia per i disagi dell’intera serata e a chi come me ha chiesto il caffè, hanno presentato il conto relativo di 1 Euro (dopo averne pagati 45 per la cena non certo irresistibile)».

«Innanzitutto – replicano irritati i gestori dello stabilimento – l’arrosto non era nel menù (effettivamente, la lista ferragostana non mostrava tale pietanza, ndr). Detto questo, ci spiace di leggere la critica del signor D’Angelo, visto che tutti gli altri clienti si sono mostrati soddisfatti del servizio. Lo stesso tavolo occupato dal vostro lettore ha richiesto più portate, che noi abbiamo offerto con piacere, senza farle pagare. Stesso discorso vale per bottiglie di vino ed acqua, messe in conto solo parzialmente. A riprova che tanto cattivo il mangiare non era. C’erano pure dei bambini, ai quali abbiamo abbonato dei pasti. Riguardo a caffè e digestivi, non sapevamo se chi passava alla cassa proveniva dalla cena o da fuori. Se avessimo capito che erano clienti seduti ai tavoli, ci saremmo mossi di conseguenza».

I titolari non accettano dunque attacchi di mancata sensibilità: «Ci siamo mostrati comprensivi, e ci piacerebbe che coloro che hanno apprezzato il nostro lavoro comunicassero le proprie impressioni in replica a quell’accusa».

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