SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalle mareggiate che hanno divorato metri di costa sambenedettese al clima meteorologico pazzerello (condito da inaspettate trombe marine), passando per il recente black-out alla vigilia di ferragosto. Definire il 2010 un annus horribilis per i concessionari del lungomare nord non suona esagerato, ma a sorpresa ad irritare maggiormente alcuni chalet (“La Conchiglia”, “Stella Marina”, “Il Pescatore”, “Sapore di mare” e “Acqua e Sale”) colpiti dal clamoroso blocco elettrico nell’ormai famigerata nottata di sabato scorso è la presa di posizione del pur incolpevole sindaco Gaspari, che successivamente all’incidente ha invitato i locali del litorale a dotarsi di gruppi elettrogeni «per evitare di trovarsi impreparati in futuro ad altre emergenze del genere».

Una frase, quella di Gaspari, che  dagli imprenditori balneari da noi interpellati non è stata accolta positivamente: «Ora i danneggiati diventano i principali colpevoli? Non ci sta bene. Quando un locale è dotato di luci d’emergenza è già a norma. Ma queste possono durare al massimo un’ora, non cinque. Se non ci siamo adeguati alla situazione che dire allora dello stesso Comune che ha lasciato al buio completo mezzo lungomare? (la competenza in materia comunque è dell’Enel, ndr)». Ed ancora: «Ci invitano ad acquistare un impianto che verrebbe adoperato al limite una volta in dieci anni». «Senza dimenticare – precisano a “La Conchiglia” – che siamo gestori, non proprietari».

Il rammarico è dunque pesante, soprattutto perché ad andare in fumo è stato l’appuntamento clou della stagione. «In estate contano tre, quattro serate – ricordano alla “Stella Marina” – che quest’anno si sono rivelate in salita (Festa della Marina, Notte Bianca e appunto ferragosto, ndr). L’inimmaginabile s’è verificato proprio nella data su cui tutti puntavano. E’ stato un grosso handicap per la città, che ci ha rimesso in immagine».

Opta per i toni bassi invece Marco Calvaresi de “Il Pescatore”, che tuttavia pretende delle spiegazioni: «Chi fa l’imprenditore certi rischi deve metterli in preventivo, ma una località come la nostra che vive di turismo non può permettersi una mancata risposta sulla vicenda. Il guaio si poteva prevenire? La centralina è stata controllata a dovere?».

Quesiti a cui si aggrappano pure gli altri esercizi: «La matricola del trasformatore pare fosse del 1988. Se non ci fosse stata manutenzione, l’Enel dovrebbe pagare. Sborsiamo euro per bollette salatissime, rivendichiamo un servizio efficiente. Chiamati alle 20.50, i tecnici si sono presentati solamente alle 23 e hanno riattivato la luce alle 2. Una discutibile tempestività che ci ha messo in ginocchio proprio il 14 agosto. Come può un lungomare non venire salvaguardato?».

Di conseguenza ecco le cene disdette, l’intrattenimento azzerato, la clientela fuggita. E se da una parte “Il Pescatore” la butta sull’ironia («La gente ha persino trovato romantico il lume di candela»), gli altri affilano i coltelli ed annunciano una possibile causa collettiva per risarcimento danni all’ente fornitore d’energia elettrica: «Crediamo ci siano gli estremi per avviarla, ne discuteremo. Abbiamo perso molti soldi e cucinato in condizioni tragiche».

Infine, nell’occhio del ciclone finisce anche la “festa di Liberazione” di Rifondazione, prevista dall’11 al 15 agosto in una pineta sul lungomare colpito dal black out, e prolungata sino al 16 per via del forfait di sabato. «Considerata la nostra penalizzazione – accusano infuriati i titolari di “Acqua e Sale” – avevamo chiesto ai Vigili Urbani di permettere alle concessioni svantaggiate il giorno prima di usufruire almeno della deroga sui rumori la domenica. Nonostante ci spettasse di diritto, non sono stati affatto flessibili e ci hanno detto che il 15 il sindaco non poteva essere avvisato perché in vacanza. Eppure con i comunisti sono stati accomodanti e gli occhi li hanno chiusi…».

Questi sono gli umori, e ve ne diamo conto per offrirvi una cronaca dei discorsi in città. Su questo aspetto comunque è necessaria una precisazione, e la lasciamo alle parole del consigliere comunale di Rifondazione, Daniele Primavera:  «Attenzione, le cose stanno diversamente. Inizialmente la nostra festa doveva arrivare fino al 16, giorno in cui i giornalisti di Repubblica Ziniti e Viviano avrebbero dovuto presentare il loro ultimo libro. Poi l’incontro è saltato, ma la nostra occupazione di suolo pubblico e i contratti Enel duravano tutti fino al 16. Una volta saltata la notte di Ferragosto, si è deciso di rimanere aperti anche lunedì sera, visto che potevamo tranquillamente farlo. Per noi è assolutamente improprio parlare di deroghe, perchè non abbiamo chiesto deroghe per i decibel. E lunedì c’era solo musica di sottofondo e la cucina, mica un concerto».

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