MARTINSICURO – «Un paese senza più regole, vuoto, che manca di una rete sociale e comunitaria che lo contraddistingua». In poche parole, un paese «mummificato». Esordisce con termini piuttosto forti la lettera che Città Attiva ha indirizzato all’amministrazione comunale, in cui si fa una panoramica della situazione politica e sociale della città.

«La gente – si legge nell’articolata nota  firmata dal Direttivo – almeno quella presente sul territorio da generazioni, pur rivendicando il diritto di essere rappresentata degnamente, è addormentata nel “sonno” di questo susseguirsi di amministrazioni che di fatto non amministrano. Siamo diventati espressione di un paese mummificato, senza spina dorsale per difendere l’economia del presente e, ancora peggio, senza progetti per il futuro».

«Eppure gli anziani del paese – prosegue Città Attiva – possono raccontarci di un passato pieno di storia, di vivacità e di aggregazione, di spirito di comunità, di una rete sociale forte tra i compaesani, di politici locali illuminati. Si potrà dire altri tempi ed altri momenti storici, ma Martinsicuro, più degli altri comuni del circondario, è rimasto fermo al passato. Il presente e il futuro gli sono stati rubati. Se si parla con la gente comune, gli avventori dei bar, i giovani e i meno giovani che fanno sosta in piazza Cavour è facile sentire le lamentele di decenni di amministrazioni pressoché assenti, attente solo a commissionare consulenze e progetti onerosi ai soliti noti».

Città Attiva attacca sullo sviluppo turistico, «sempre prospettato ma mai realizzato», e diventato alla fine «una delle tante occasioni perse», per la mancanza di una progettualità che permettesse di sviluppare nei decenni un’adeguata ricettività alberghiera in sintonia con il paesaggio. «Nulla è mai stato realizzato – prosegue la nota – se non appartamenti e solo quelli».

Chiede inoltre all’amministrazione una maggiore attenzione e cura per il territorio, dalla manutenzione ordinaria alla sistemazione di strade e marciapiedi, dalla realizzazione in tempi brevi di opere necessarie come il sottopasso in via Colombo alla richiesta «di una efficace garanzia del rispetto delle regole», siano queste inerenti il codice della strada o il corretto conferimento dei rifiuti.

«All’inizio l’abbandono delle cattive abitudini radicate sarà duro, ma siamo convinti che a distanza di tempo un modo siffatto di concepire la gestione del bene comune non potrà che essere ricordato positivamente».

Critiche piovono sulle forze politiche locali, sia di centrodestra che di centrosinistra impegnate a rinfacciarsi  attraverso manifesti e dichiarazioni incrociate «la cattiva amministrazione pregressa, i progetti mai realizzati ma profumatamente pagati, l’anarchia sociale che regna nella cittadina».

Il gruppo di opposizione invoca quindi un cambiamento di rotta con nuovi «amministratori giovani, non solo anagraficamente ma anche per apertura mentale, consapevoli di lavorare secondo coscienza, con la speranza e la fiducia di poter lasciare qualcosa di buono alle successive generazioni».

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