SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ma cosa si trova esattamente dentro quel deposito di stoccaggio rifiuti in via Val Tiberina? Ancora non si ha a disposizione una caratterizzazione completa del consistente deposito di cui Rivieraoggi.it ha iniziato a occuparsi martedì. Si tratta di un deposito all’aperto, autorizzato regolarmente nel 2004 dalla Provincia di Ascoli, solo che ora “La piattaforma ecologica Srl”, ditta titolare di quella autorizzazione, è fallita.
Manca un elenco completo dei tipi di rifiuti presenti nel luogo, dicevamo, anche se già nella prima parte di questa inchiesta abbiamo dato conto della descrizione sullo stato del deposito compiuta dal curatore fallimentare de “La piattaforma ecologica” ed evidenziata con una nota ufficiale al Comune lo scorso settembre. L’impianto viene definito “in totale stato di abbandono, con materiali plastici infiammabili, rifiuti presumibilmente speciali se non anche pericolosi”.
La classificazione precisa e definita dei rifiuti è l’obiettivo che vuole ottenere il Comune con le sue recenti ordinanze, adducendo come motivo anche la descrizione fatta dal curatore fallimentare e le relazioni dei Vigili Urbani che vedremo fra qualche riga. Se manca un elenco analitico dei rifiuti, infatti, esiste almeno una caratterizzazione fatta a livello visivo da parte della Polizia Municipale di San Benedetto.
Il 29 dicembre 2009, dopo un sopralluogo, i Vigili non tralasciano di dire che i rifiuti sono in stato di abbandono e poi scrivono questo nella loro relazione di servizio: “Sul fronte est, a ridosso della linea di confine dell’impianto, scorre in parallelo un canale superficiale in cemento per il deflusso delle acque meteoriche. Si presume che in tale condotta, affluente del canale consortile che sfocia a mare, possano riversarsi liquidi derivanti dall’infiltrazione di acque meteoriche nella massa dei rifiuti o eventuale decomposizione degli stessi (percolato)”.

Sul lato immediatamente ad est del deposito, inoltre, ecco che troviamo subito l’autostrada A14. Insomma, bisogna stare in guardia. I pericoli, a ben vedere, sono di fatto gli stessi che bisogna affrontare nelle discariche. Le infiltrazioni dei rifiuti, la loro decomposizione, il percolato. Solo che questa non è una discarica, è (o meglio, era) un deposito autorizzato.
E il 29 dicembre scorso la Polizia Municipale avverte: ci sono potenziali pericoli di inquinamento ambientale e di incendio.
Torniamo alla domanda iniziale. Cosa si trova esattamente in quel deposito? Finora abbiamo visto le condizioni in cui si trovano i rifiuti, non abbiamo ancora detto cosa essi siano (secondo gli atti ufficiali relativi ai sopralluoghi).
A febbraio viene richiesta una caratterizzazione dei rifiuti alla Picenambiente, che si avvale di tecnici della Analisi Control di Corridonia. Il progetto viene redatto dopo un altro sopralluogo della Polizia Municipale, compiuto il 12 febbraio.
I Vigili scattano un’ampia serie di foto e scrivono: “Pur considerando la presenza di cumuli di rifiuti misti di notevoli dimensioni che potrebbero contenere al loro interno ulteriori tipologie di rifiuti, dall’esame del materiale immediatamente identificabile è riscontrabile la presenza di materiali pericolosi come il potassio persolfato e le resine a scambio ionico i cui imballaggi risultano a volte danneggiati”.
Per giunta, ribadiscono i Vigili, questi materiali sono stoccati all’aperto, a stretto contatto con altri rifiuti facilmente infiammabili. “Per cui non è possibile escludere che si possano produrre reazioni chimiche per interazione fra i materiali”, aggiungono nella relazione di cui uno stralcio è allegato all’ordinanza con cui nel giugno scorso il sindaco Gaspari dispone che venga fatta celermente una catalogazione completa dei rifiuti e una loro prima messa in sicurezza. Con quali soldi? La polizza fidejussoria stipulata da “La piattaforma ecologica” nel 2006 copre un importo massimo di 70mila euro.
Il Comune dunque sta cercando di adoperarsi per quanto gli è possibile per risolvere una situazione non certo ideale. Il sindaco Gaspari e l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci dicono che la situazione è sotto controllo, che la Polizia Municipale e i Vigili del Fuoco stanno monitorando le condizioni del deposito e che, seppur l’intera vicenda è complessa, non c’è motivo di vivere un allarme sociale.
Nella prossima puntata vi racconteremo altri e più recenti sviluppi della storia.
(2. continua)

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