leggi qui la seconda parte dell’inchiesta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è una discarica abusiva, è un deposito autorizzato di rifiuti “speciali non pericolosi” e “rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata”. Questo dice l’autorizzazione rilasciata nel 2004 alla società “La piattaforma ecologica Srl” dalla Provincia di Ascoli.
Il deposito di stoccaggio rifiuti si trova in via Val Tiberina 148, appena a ovest del cavalcavia dell’autostrada A14.
Ma ora la società “La piattaforma ecologica Srl” risulta fallita, il deposito è un cumulo di rifiuti misti di notevoli dimensioni e deve essere messo in sicurezza. Prima, inoltre, bisogna analizzare nel dettaglio l’esatta tipologia dei rifiuti presenti.
Lo prescrivono due recenti ordinanze del Comune di San Benedetto emesse dal sindaco Giovanni Gaspari.

La storia del deposito di via Val Tiberina è ampia e complessa, ve la narreremo a puntate per cercare di fare chiarezza, facendo parlare i documenti.

Tutto comincia nel 2004, quando la Provincia di Ascoli autorizza l’attività di “messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata”.

La società che si occupa dello stoccaggio è appunto “La piattaforma ecologica”, che aveva sede proprio presso quel deposito. Proprietaria del terreno, invece, è la cooperativa sociale “Consorzio Formula Ambiente”.
La revoca dell’autorizzazione da parte della Provincia di Ascoli avviene il 4 novembre 2009. “La piattaforma ecologica” viene dichiarata fallita dal Tribunale di Ascoli il 2 luglio dello stesso anno, quindi quattro mesi prima.
Un mese prima del fallimento, la Provincia disponeva che “La piattaforma ecologica” avrebbe dovuto presentarle una garanzia finanziaria di 585mila euro, “a totale copertura di eventuali costi di smaltimento dei rifiuti accumulati nell’impianto”.
Quella garanzia non venne mai presentata alla Provincia, però.
Rimane perciò a disposizione solo la polizza fidejussoria stipulata nel 2006 con la Unipol da “La piattaforma ecologica”. Si tratta di 70mila euro, che ora dovrebbero servire per una classificazione preliminare dei rifiuti presenti nel deposito e per un primo intervento di messa in sicurezza, isolamento e rimozione dei rifiuti pericolosi.

Apprendiamo dalla penna del curatore fallimentare de “La piattaforma ecologica” una prima descrizione dello stato del deposito. Questo scrive il dottor Sauro Renzi al Comune di San Benedetto lo scorso 11 settembre. “All’interno dell’impianto è stata riscontrata la presenza in stato di abbandono di un deposito incontrollato di una notevole quantità, circa 600-1000 metri cubi, di diverse tipologie di rifiuti presumibilmente speciali se non anche pericolosi stoccati alla rinfusa all’interno del recinto dell’area onde per cui si rende necessario adottare provvedimenti di pratica e di legge al riguardo…”.

Continua la nota ufficiale di Renzi esponendo una panoramica desolante: «L’impianto versa in uno stato di totale abbandono, ossia incustodito e incontrollato. Il notevole deposito di rifiuti appare prima facie costituito perlopiù da materiali plastici infiammabili”.
E poi il curatore fallimentare dice al Comune che la società non ha più un soldo: «Corre l’obbligo di informare che questo ufficio non dispone di alcuna risorsa finanziaria e quindi, allo stato, è oggettivamente impossibilitato ad affrontare spese di smaltimento ed allontanamento di eventuali materiali inquinanti, nonché attività minime di messa in sicurezza dell’area».
(1. continua)

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