SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Immaginatevi lo stadio “San Siro” nelle grandi occasioni,  pieno e traboccante. Moltiplicate il tutto per due ed aggiungeteci anche un “Artemio Franchi” di Firenze esaurito. Otterreste 200 mila presenze, le stesse che secondo la “guerra di cifre” – un classico non solo sambenedettese, ma nazionale, anzi internazionale, dopo i grandi eventi – avrebbero invaso San Benedetto in occasione della Notte Bianca 2010.

Cifre destinate a salire ulteriormente nei prossimi anni, considerato che dall’esordio del 2004 ad oggi si è assistito ad un graduale e puntuale – negli annunci – incremento di partecipanti. Settantamila, centomila, centoventimila, centocinquantamila, centosettantamila ed appunto duecentomila. Come in una sorta di asta, dove il gioco al rialzo avviene però in solitario, come se ogni edizione dovesse per forza contenere quel qualcosa in più rispetto alla precedente, come se la stabilità o la flessione di un dato ne decretasse necessariamente il suo fallimento. Andando avanti di questo passo, per il 2098 c’è persino chi ipotizza di poter toccare i 7 miliardi di visitatori, con la mobilitazione di un migliaio di marziani in cerca di movida.

Qualcuno di loro potrebbe magari pure godersi il sorgere del sole a suon di musica, come hanno fatto quei quindicimila ragazzi che hanno invaso l’area della mega-discoteca all’aperto. Sì, proprio quindicimila anime, in uno spazio compreso tra la foce dell’Albula e Via delle Tamerici, ostacolato da chioschi, gazebo e dal palco stesso. Una specie di stadio “Riviera delle Palme” stracolmo, tornando al paragone con gli impianti sportivi, trapiantato magicamente sulla sabbia della spiaggia libera numero 1.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 909 volte, 1 oggi)