GROTTAMMARE – Su uno dei punti discussi durante il Consiglio comunale del 29 luglio, riguardante la Picenambiente, interviene il capogruppo del Popolo delle Libertà, Maria Grazia Concetti: «Strumentalmente il Sindaco Merli fa valere il nostro voto contrario come la posizione di chi vuole liquidare la PicenAmbiente. Noi consiglieri di opposizione del Pdl invece avremmo preteso maggiore trasparenza e maggiori garanzie per tutelare la Picenambiente e quanti vi lavorano».

La discussione è nata appunto dal primo punto all’ordine del giorno, ovvero ”l’allineamento della Picenambiente – la società pubblico privata che si occupa del servizio di smaltimento integrato dei rifiuti – ad una normativa che ha rivisto le modalità di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali”.

Secondo le nuove norme (art. 23-bis, L. 133/2008) la gestione può essere affidata tramite gara d’appalto oppure a società a partecipazione mista pubblico/privato, a condizione che la selezione del socio privato di questa società avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40%.

La proposta era quella di mantenere la modalità di gestione attualmente praticata, ovvero attraverso una società di tipo misto, poiché capace di offrire maggiori garanzie di verifica e controllo interno sulla qualità dei servizi, da parte dell’ente pubblico.

«Le perplessità – continuano i consiglieri del Pdl – non possono oltretutto non riguardare la solvibilità dei suddetti soci privati e l’eventuale denegata ipotesi di decozione.   Notoria la vicenda di uno dei soci privati, indagato e addirittura sottoposto a misura cautelare.- E dunque con assoluta leggerezza noi avremmo dovuto votare e “fidarci” di quello che ci racconta il sindaco. L’amministrazione – concludono – deve motivare in maniera adeguata perché si avvale di una società mista invece di rivolgersi integralmente al mercato».

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