SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Schiavi d’estate”? La Federalberghi risponde alla campagna della Cgil per voce del presidente, l’albergatore Luciano Pompili.

«Fino a ieri si tendeva ad affermare che dal punto di vista occupazionale il turismo era tutt’altro che rilevante, ora invece occupa 12.000 addetti e a noi questo sembra un fatto positivo. Va dato atto che il provocatorio manifesto della Cgil sembra indubbiamente una buona campagna promozionale per il sindacato stesso. Non ci risulta che dall'”Alberghiero” scaturiscano ogni anno così numerose richieste di lavoro per il settore turistico locale, anzi semmai sembra proprio il contrario».
Per Pompili il problema invece starebbe nel fatto che «le figure professionali scarseggiano in quanto il turismo e la gastronomia in genere vengono considerati lavori scomodi: “Si lavora quando tutti gli altri fanno festa”. In quanto Presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo (Ente Sindacale Paritetico) pensammo a suo tempo fosse buona cosa istituire una “commissione paritetica” con il compito di trattare proprio le controversie tra lavoratore ed aziende ed individuare delle linee di accordo per la soddisfazione di ambedue le parti; ebbene la suddetta commissione non ha mai trovato applicazione. Non pensiamo affatto che qualcuno al giorno d’oggi sia disposto a farsi schiavizzare. La Riviera ed il Piceno non sono in mano alla criminalità organizzata. Qui c’è lo Stato, ci sono le istituzioni, persone che lavorano, aziende che producono e ci sono anche i Sindacati».

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