SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il personale che è sottodimensionato, i nuovi primari da nominare, le politiche di gestione in Area Vasta che potrebbero abbracciare anche il fermano, i lavori al Pronto Soccorso, i tagli economici della Manovra finanziaria del Governo.
Antonio Maria Novelli, a un mese dalla sua nomina a direttore della zona 12 dell’azienda sanitaria regionale, relaziona alla conferenza dei sindaci del territorio e alla stampa.
«Ho avuto incontri con i direttori dei dipartimenti, ho girato per le varie strutture periferiche come le Rsa di Montefiore e Ripatransone. Abbiamo ottime professionalità mediche, qualche sofferenza strutturale – ha affermato Novelli – come il fatto che l’ospedale civile è un cantiere aperto. Poco personale in alcuni servizi sottodimensionati, cinque primari da nominare, lo staff della Neurochirurgia da assumere e per cui punterò i piedi. I tagli della Manovra finanziaria ci pongono di fronte a delle scelte e delle rinunce. Sono aperto alla partecipazione collegiale da parte dei sindaci, ora si apre la fase del bugdet in Regione».
Il Pronto Soccorso, dunque. Novelli dice di aver avuto rassicurazioni sul fatto che ai primi di agosto saranno fruibili i nuovi locali. «Abbiamo incrementato il numero di infermieri, ora può rimanere aperto anche il secondo ambulatorio. Poi entro fine anno proseguirà la razionalizzazione, portando al primo piano Rianimazione. Il nostro ospedale si caratterizza per i servizi di Emergenza, 50mila accessi annui al Pronto Soccorso sono un dato da vertice regionale. Va incrementata poi un’altra Potes, la Postazione Territoriale Sanitaria, con i tre nuovi infermieri ora il Pronto Soccorso non rimane sguarnito ma non è ancora sufficiente».
Poi c’è il capitolo dei primari. Sono vacanti in cinque reparti: Gastroenterologia e Chirurgia, per i quali Novelli chiede alla Regione delle nomine entro l’anno, rispettivamente per un primario di Area Vasta assieme con Ascoli e per un primario solo per San Benedetto; e poi Laboratorio Analisi, Pediatria e Ortopedia.
Liste d’attesa: il nuovo manager dell’ospedale civile parla di situazione tutto sommato buona, anche se «nella Risonanza e nella Eco soffriamo un po’».
Mobilità passiva: finalmente un dato positivo nel computo economico fra le varie Regioni confinanti. In sostanza, molti utenti vengono a curarsi nelle Marche del Sud dalle zone del teramano: «La Regione ha recuperato circa 800mila euro, mica poco in questo periodo di vacche magre per le casse pubbliche», afferma Novelli.
L’Area Vasta, infine. Il metodo di “spalmare” primari e star del bisturi fra ospedali di città confinanti, ribadisce Novelli, va benone se comporta una razionalizzazione invece che un razionamento. «In alcuni settori della sanità, la qualità è quantità. Io non farei operare i miei figli in ospedali dove fanno pochi interventi all’anno. Con l’Area Vasta a San Benedetto e Ascoli nel settore dell’Oculistica abbiamo raddoppiato il numero di interventi nei primi quattro mesi dell’anno, fra 2009 e 2010. Formalmente la nostra Area Vasta abbraccia San Benedetto ed Ascoli, ora ci è stato chiesto di vedere se alcune funzioni sanitarie possono beneficiare di un territorio più ampio, anche comprendendo Fermo».

Soddisfazione da parte della conferenza dei sindaci, a nome della quale hanno parlato Giovanni Gaspari e Luigi Merli. Il primo cittadino sambenedettese apprezza «che la giunta regionale abbia nominato Novelli, il nominativo sul quale si erano uniti i nostri pareri consultivi». Quello di Grottammare ha parlato di «approccio giusto, ora occorre che anche i sindacati collaborino, mostrando elasticità negli accordi sugli orari di lavoro nella sanità pubblica picena».

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