MARTINSICURO – Un risarcimento danni di diciassette milioni e mezzo di euro. A tanto ammonta la richiesta avanzata al Comune di Martinsicuro dalla proprietà del Grillo Centro Affari, il complesso commerciale di Villa Rosa a ridosso della sp 259, di cui una parte ancora sotto sequestro.

La richiesta è frutto di un ricorso al Tar (a cui è allegata la circostanziata relazione di due tecnici) presentato dal legale della società, l’avvocato Tonino Cellini in cui si chiede anche l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento con cui il Comune disponeva in autotutela il parziale annullamento dei lavori del complesso commerciale. Ora spetterà ai giudici del Tribunale Amministrativo dipanare la matassa che sembra aggrovigliarsi sempre più con il passare del tempo. La vicenda che parte nel 2000 con la realizzazione del complesso, subisce una svolta nel 2003, con una variante approvata da una delibera di Consiglio comunale con cui si autorizzava a costruire 20mila metri quadri di superficie calpestabile anziché 12mila come previsto nel progetto originario, per la realizzazione di centri commerciali, negozi, un ristorante, un albergo, e una stazione di servizio.

La società versa al Comune tutti gli oneri di urbanizzazione previsti e paga anche l’Ici per gli anni 2008, 2009 e parte del 2010. I primi intoppi si hanno nel 2009 con l’approvazione del primo collaudo parziale (che ha permesso l’apertura di una parte del centro affari) con cui ci si è accorti di presunte irregolarità derivate da contrasti con il vigente piano regolatore comunale, secondo cui nell’area in questione sarebbero potuti essere realizzati solo 12mila metri di superficie calpestabile.

Il Comune quindi in autotutela aveva provveduto ad annullare i permessi per costruire la superficie eccedente. Sulla vicenda era scattata anche un’indagine della Forestale, che aveva portato al sequestro preventivo dei circa 7mila metri contestati e non previsti nel progetto originario. Da allora la proprietà aveva annunciato il ricorso al Tar e già si ventilava l’ipotesi di un probabile risarcimento danni per i ritardi accumulati negli anni nell’apertura del centro e per la superficie costruita e poi contestata, su cui a distanza di anni non è stato possibile avere un ritorno economico degli investimenti fatti.

Il risarcimento danni, qualora venisse accolto dal Tar e soprattutto nell’interezza della cifra avanzata dalla società, porterebbe probabilmente il Comune di Martinsicuro alla bancarotta. Così, dopo il milione e 800mila euro pagati negli ultimi due anni per la risoluzione delle vertenze Franchi e del Torrione Carlo V, ora un’altra spada di Damocle pende minacciosa sull’Ente. Un nuovo preoccupante problema con cui si dovrà confrontare l’amministrazione Di Salvatore. Al momento come prima ipotesi si prospetta un tavolo a cui far convergere anche i gruppi di minoranza e i legali della proprietà per cercare una soluzione condivisa che possa evitare il prosieguo del contenzioso.

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