OFFIDA – Sessantacinque anni e non sentirli minimamente. Il ciclone Teocoli si abbatte ad Offida in una giornata tutt’altro che mite sotto il profilo meteorologico. «E pensare che non pioveva da un anno!», ironizza subito lo showman, prima di dar vita ad uno spettacolo “La compagnia dei giovani” – condito di imitazioni, battute, ma anche parecchi aneddoti e ricordi di una carriera cominciata oltre mezzo secolo fa.

E così ecco il racconto di quando, alle scuole superiori, invece di studiare preferiva intrattenere compagni e professori con canzoni e ballate di Tony Renis, o gli aneddoti sulla docente ultracentenaria rincontrata nel 2004 ed ancora oggi in vita.

La prima caricatura della serata avviene su uno sgabello, grazie al supporto di una cartella e semplici occhiali da vista. La platea vi riconosce immediatamente Maurizio Costanzo che Teocoli reinterpreta in maniera magistrale, sottolineandone il biascicume esasperato e gli atteggiamenti bruschi che da sempre lo contraddistinguono.

Forse cinica, ma ugualmente esilarante, la parodia del compianto Ray Charles che intona “Georgia on my mind”, sposta gli inutili spartiti che ha di fronte e non riesce a star dietro al microfono che non gli da pace, scendendo puntualmente fino a terra.

Il pubblico però si infiamma definitivamente quando Teo dà vita alla sua trasformazione più celebre e apprezzata. Lui e Celentano sono due gocce d’acqua, e i presenti appaiono estasiati. Adriano balla, canta e invita la gente ad intonare “Una carezza in un pugno”. «Sembrate dei pellegrini ad una processione», sbotta bonariamente il Molleggiato che alterna i brani a perenni silenzi di pseudo-meditazione. «Lo conobbi a quindici anni – sottolinea l’artista – Entrambi mori, ci somigliavamo tanto. Ora i miei capelli sono bianchi, lui invece non ha proprio più nulla».

L’ultimo quarto d’ora è infine tutto all’insegna di Felice Caccamo, personaggio partenopeo che imperversava negli anni novanta a “Mai dire gol”. Dalla difficoltà nel raggiungere la “lontana” Milano, passando per l’attività lavorativa aperta a Napoli (il negozio “Cose di altre case”) è un susseguirsi di applausi e fragorose risate. Ovazioni proseguite pure dopo l’uscita di scena del comico tarantino, nella speranza di un bis che, al contrario, non si verifica.

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