SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalle parole ai fatti. A poche ore dalla grande sfuriata, il sindaco Gaspari si è messo all’opera effettuando nella serata di venerdì dei sopralluoghi negli chalet rivieraschi assieme ai Vigili Urbani.

«Su 114 strutture – dichiara il primo cittadino – 110 non creano alcun problema. Poi ci sono le solite quattro che fanno come vogliono. Devono capire che non siamo nel far-west e che le regole vanno rispettate. Dall’ammonizione siamo passati alle sanzioni amministrative».

Diktat che, come già spiegato da Riviera Oggi, riguardano esclusivamente quei concessionari che impediscono o condizionano l’ingresso ai locali con discutibili obblighi di consumazione («una tassa d’ingresso illegittima spacciata per altro») o addirittura mediante veri e propri ‘gorilla’ posti all’entrata che spesse volte rimbalzano i cittadini per via di indumenti non all’altezza della situazione: «Posso anche accettare che siano lì per impedire che entri un numero di persone maggiore al limite consentito, ma pretendo che ci sia un corridoio che mi conduca al mare. Il libero accesso alla spiaggia deve essere garantito e non accetto più impedimenti legati all’abbigliamento delle persone».

C’è poi da affrontare l’annosa questione del fracasso notturno di alcuni impianti che monopolizzano sulla costa la movida sambenedettese: «L’anomalia o peculiarità della nostra città è che non ha discoteche. Queste vengono infatti sostituite dagli chalet che però necessitano di un riequilibrio. Non possono fregarsene dei reclami e delle ordinanze che impongono di far cessare la musica non oltre l’una».

Un orario prorogato fino alle tre nel caso in cui lo stabilimento sia munito di sistemi di contenimento audio: «Non voglio tarpare le ali a nessuno – continua il sindaco – ma se vogliono fare musica devono pure avere il buon gusto di spendere i soldi per attrezzarsi con dei “tetti suono”. Ho notato delle situazioni assurde, con baccano fino alle quattro del mattino e con locali che avevano persino le casse girate in direzione collina. Nemmeno l’intelligenza di indirizzarle verso est…». Pensieri e parole dello sceriffo Gaspari, che mai come stavolta è intenzionato a fare sul serio.

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