ACQUAVIVA PICENA – Ci mette sincera passione, sforzo di documentazione e impegno civile. Combatte la sua battaglia affinché la giusta attenzione alle energie alternative non rischi di andare a corrompere, causa interessi economici, uno dei beni maggiori del Piceno, la bellezza del paesaggio agricolo.
Giancarlo Vesperini è fuori dalla politica attiva, da quando nel 2008 ha ceduto suo malgrado il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici, a San Benedetto, al collega socialista Leo Sestri. Svolge la sua professione di medico, e ha sposato con passione la causa di una regolamentazione dei parchi fotovoltaici nei crinali delle colline.
Oggi scrive un lungo e appassionato intervento, di cui citiamo i passaggi essenziali, giudicando “inaccettabili le rivendicazioni “di parte” della sezione Energie e Nuove Tecnologie di Confindustria Picena sul consumo di territorio agricolo  per impianti fotovoltaici.  Non deve esserci conflittualità o competitività per siti produttivi tra imprenditori industriali e quelli agricoli/turistici”.
Rivendica, “petizioni firmate e presentate a varie amministrazioni  comunali in particolare a quelle di Acquaviva Picena e Ripatransone per protestare contro l’ installazione di pannelli fotovoltaici nelle aree agricole coltivate e protette turisticamente, pur essendo favorevoli all’installazione di pannelli fotovoltaici integrati nelle zone industriali, sui capannoni, su case o stalle o fienili per le esigenze energetiche delle imprese agricole e di settore. Non si è contrari all’energia alternativa o eco-sostenibile ma si è contrari all’assurdità dei posti selezionati in zone agricole produttive con impatto ambientale violento”.
Prosegue Giancarlo Vesperini: “La Provincia di Ascoli Piceno con delibera n°236 del 05/06/2009 , e il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19/02/ 2007 consigliano l’installazione di pannelli fotovoltaici in zone industriali o limitrofe urbane dove  viene consumata l’energia, non in campagna dove la perdita di rete già consuma una parte di quella prodotta. Negli ultimi giorni è stata presentata una proposta di legge in giunta regionale per controllare e regolamentare  l’impatto ambientale di questi impianti fotovoltaici in terreni agricoli.
Vesperini mostra fiducia ma chiede garanzie al governatore Spacca, citando una frase che compare nel suo sito web: “Il paesaggio è per il governo regionale un bene culturale, una risorsa, un fattore di competitività e attrattività del territorio…….L’ambiente naturale è la nostra casa comune, dove viviamo, lavoriamo e in cui vivranno e lavoreranno i nostri figli.”
Poi elogia le amministrazioni comunali di Montalto Marche e Cossignano per aver organizzato incontri pubblici sul concetto di sostenibilità, e “altre amministrazioni comunali “virtuose” come Monteprandone che hanno manifestato preoccupazione in merito alla necessità di regolamentare l’installazione di impianti fotovoltaici soprattutto in zona agricola che potrebbero determinare una modificazione significativa del paesaggio e della sua percezione. L’Emilia Romagna ha dichiarato le zone DOC beni culturali, dove si possono installare solo pannelli fotovoltaici integrati. Così come in altre regioni dove la politica ha più esperienza e sensibilità nei confronti del turismo e dell’ambiente  come l’Umbria o il Trentino Alto Adige il paesaggio agricolo è protetto contro questo tipo di inquinamento ambientale visivo”.

“Perché i pannelli fotovoltaici non integrati non vanno d’accordo con coltivazioni biologiche?”, e si viene a un secondo nucleo del problema. Sostiene Vesperini: “Per tenere puliti i terreni sotto ai pannelli usano tonnellate di diserbanti. Un vigneto biologico a dieci metri (distanza prevista dal PRG) non può più essere certificato biologico. Dopo trent’anni di trattamenti con diserbanti rimane un terreno desertificato e morto per minimo altri 20 anni. Non vedremo più distese collinari, con vigneti, girasoli e alberi di ulivi, ma ci ritroveremo a vedere distese di pannelli solari o terreni aridi”.

“Avete visto in televisione la bellissima pubblicità di Dustin Hoffmann? Sponsorizza le dolci colline marchigiane senza inquinamenti visivi. “Marche all’Infinito”. Una campagna nazionale e internazionale dove la Regione Marche spende milioni di Euro per sviluppare il turismo regionale. Perché i progetti previsti dai comuni di Ripatransone e in particolar modo Acquaviva Picena (in questo comune sono previsti 6 impianti nella zona La Forola) sono una contraddizione? Perché lungo la strada turistica del “Rosso Piceno Superiore” si trovano tante strutture turistiche: agriturismi, cantine, punti di vendita diretta, ristoranti…..In parte sono strutture dove la Regione Marche ha incentivato uno sviluppo con contributi di milioni di Euro (soldi pubblici – dei contribuenti)”.
Ripatransone ed Acquaviva, ricorda poi Vesperini, sono pubblicizzate con la Bandiera Arancione, simbolo del turismo e di salvaguardia del territorio-ambiente.  “Quale spettacolo offriremo ai turisti che transiteranno in questi territori? Acquaviva Picena continua a fare gemellaggi grazie a questi riconoscimenti con paesi stranieri dove il loro territorio è ben salvaguardato da questi  “strupri”ambientali”.

Perché la tutela del nostro paesaggio è così importante? La risposta che si dà Vesperini è in sintesi questa: la bellezza della natura non andrebbe d’accordo con i parchi fotovoltaici, il settore agricolo/turistico, incluse le cantine, è strettamente legato al territorio ed è sicuramente fonte di sicura occupazione territoriale (almeno fino a quando non cominceremo a bere Rosso Piceno prodotto in Cina, aggiungiamo noi, come avviene del resto con i pomodori provenienti dal paese asiatico, ndr). Insomma, almeno per quanto riguarda l’agricoltura che vuole coniugare qualità con metodi produttivi non estensivi, la delocalizzazione non sarebbe fenomeno all’ordine del giorno.
E infine un altro interrogativo/allarme lanciato da Vesperini: “Il danno territoriale si ripercuoterà anche lungo la costa. Dovrebbe essere noto a tutti che il turismo della costa e dell’entroterra sono strettamente legati tra loro e i danni a lungo termine non saranno limitati solo in collina/campagna”.

Regole chiare come strumento per rendere il benessere ambientale un volano di sviluppo a lungo termine, questo il concetto finale che Vesperini lancia all’attenzione dei lettori. Si apre, anzi non si era mai chiuso, il dibattito sul tema, molto sentito in questi mesi nel Piceno. I lettori di Rivieraoggi.it come sempre sono invitati a fornire il loro contributo all’analisi e alla discussione.

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