ASCOLI PICENO – Ad un anno dalle ultime elezioni provinciali che hanno sancito la rottura definitiva tra Massimo Rossi ed il Partito Democratico (che gli negò la ricandidatura preferendogli il vice Mandozzi), l’opposizione di Palazzo San Filippo torna a clamorosamente a spaccarsi, stavolta in merito ad una delibera presentata da Rifondazione Comunista e Sinistra e Libertà che va ad assicurare una precisa e regolamentata dislocazione di impianti fotovoltaici sulle colline del Piceno.

Una norma, quella presentata dall’ex Presidente, accolta e votata anche col sostegno del centrodestra, ma allo stesso tempo giudicata «altamente limitativa» dal Pd che venerdì scorso, assieme ad Udc ed Idv, ha abbandonato l’aula in segno di protesta.

«E’ il coronamento di un impegno iniziato tempo fa», ha dichiarato soddisfatto Rossi, affiancato da e Massimiliano Binari e Gabriele Illuminati, che però non ci sta a passare da oppositore di quell’energia alternativa invocata per anni. «Siamo a favore del solare e così facendo garantiamo il corretto montaggio dei pannelli che sennò danneggerebbero il territorio marchigiano. Da oggi bisognerà tener conto del patrimonio culturale e ambientale dei paesi, come prevedeva già la legge 387 del 2003. Questa infatti, spiegava come fosse possibile l’installazione pure nelle zone agricole. Termine “pure” tuttavia divenuto sinonimo per qualche amministratore locale di “prioritariamente” o “esclusivamente”. Prima si spendono milioni per realizzare uno spot con Hoffman per decantare le nostre bellezze e poi le deturpano così?».

La delibera consentirà comunque a ciascun avente titolo il piazzamento a terra di impianti di potenza nominale massima di 50 Kw. «Senza dimenticare – ha proseguito Rossi – le coperture di fabbriche e capannoni che nei trentatré comuni della provincia toccano 293 ettari garantendo teoricamente un’altissima produzione di energia».

Convinzioni come detto bocciate dagli ex alleati democratici, distanti oramai anni luce dalle prese di posizione dell’ex sindaco grottammarese che fatica a capire questo nuovo “percorso” ideologico: «L’atteggiamento è contraddittorio, non ce lo spieghiamo considerando che un loro stesso onorevole, Massimo Fiorio, mesi fa denunciò la stessa identica problematica da noi presentata in consiglio».

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